domenica 30 ottobre 2016

Monza - Museo del Duomo

il Museo del Duomo di Monza, nasce da secoli di raccolte, donazioni e conservazioni.
E' esso stesso, storia nella storia. Forte del suo passato religioso, che lo porta ai Longobardi e che gli ha permesso di attraversare - quasi - indenne guerre e vicissitudini italiche e mondiali.
La visita di questo Museo è qualcosa di inaspettato. Sia per la profondità ove si conservano le opere, sia per la incredibile esposizione di pezzi rari, sia per la bellezza delle sale e delle viste del luogo.
Le opere esposte, lasciano senza fiato e cosa ancora più difficile da vedere, esse risultano legate in modo simbiotico tra loro, al punto da apparire, il percorso, come logica conseguenza sia temporale che artistica.
Consiglio a tutti coloro che ne abbiano modo, di farci una capatina. Assolutamente da vedere.
 
Tutto ruota intorno alla figura della Regina Teodolinda. Principessa Bavara, andata in sposa ad Autari, re dei Longobardi, che elesse Monza, come sua residenza preferita. Da qui, la realizzazione di una cappella dedicata a San Giovanni Battista. Figura facente oramai parte della nostra Storia, operò per la nascita di un regno prosperoso, di cui noi ci possiamo riconoscere come eredi.
 
 Lastre in pietra, opera di Matteo da Campione. Architetto e scultore gotico, facente parte del gruppo dei maestri campionesi (provenienti da Campione d'Italia)
 


 San Giovanni Battista - dal vivo è impressionante.
 Annunciazione - l'angelo


 La sala espositiva
 Reliquiario del dente di San Giovanni Battista
 
Chioccia con pulcini - opera tardo romanica

Essere digitali

Scritto oltre vent'anni or sono, conserva un incredibile attualità, sia per le previsioni azzeccatissime (dopo un ventennio), sia per la capacità di descrivere il nostro quotidiano in termini propositivi e di sviluppo, non solo tecnologico, ma sociale e di benessere.
Negroponte, forse per il ruolo che ha sempre giocato nei vari consessi lavorativi e progettuali, aveva già visto molto del nostro futuro, e anche se non tutto si è materializzato come lo aveva inteso lui (ad esempio la scuola, sempre indietro nel cambiamento) oggi ne cogliamo appieno i benefici.
Dall'informazione alla scuola, dalle auto al lavoro, dalla comunicazione all'arte, dall'interfaccia dei PC alla cultura condivisa...
Oggi ci vorrebbe un nuovo Negroponte (non che l'originale non vada bene intendiamoci), che ripensasse il nostro futuro, sempre in chiave propositiva anche per chi soffre del "Digital Divide" - anziani, poveri, Terzo Mondo... donando quelle potenzialità che la tecnologia, ed in particolare l'essere "digitali" ci ha fatto intuire negli ultimi vent'anni.
Assolutamente da conoscere.
 

sabato 29 ottobre 2016

il mostro della laguna nera


Eccolo, il mostro per antonomasia. L'acquatico mostro, al pari del terrestre Frankenstein o dell'aereo Dracula... mito e primordiale idea nell'immaginario collettivo.
Ma da dove viene e che vuole, questo essere? Sicuramente non vuole essere disturbato. Gli umani li attacca e uccide. Forse perché si sente minacciato, perché è solo e desidera come tutti di essere lasciato in pace.
Ma non c'è pace per un diverso, per un anarchico essere che vive in acqua e può respirare fuori da essa, che è ricoperto di squame e ha mani palmate e unghiose...
Eppure, in lui alberga anche altro. Sicuramente il senso del bello... si veda come danza, attratto dalle movenze della bella Kay Lawrence, ignara di essere osservata.
Lui la desidera è evidente... e in questo suo desiderio deve fare i conti con i suoi antagonisti umani... che lo vedono solo come un attrazione da circo, buona per farci soldi o una scoperta scientifica, per avere fama e successo. Certo non come essere senziente e libero.
 

 
Al di là del richiamo all'eros, tipico dei film del periodo, il mostro è ben rappresentato e riesce a far paura... con apparizioni e attacchi ben congegnati.
Alla fine lui muore, e agli umani non resta che tornare a casa senza trofeo e con la certezza di aver fatto la cosa giusta... Io preferisco immaginarlo mentre si spupazza, ben ricambiato, la bella Kay, alla faccia delle beghe terrestri...



venerdì 28 ottobre 2016

13 hours - the secret soldiers of Benghazi

Ecco finalmente un film fatto come si deve. Un film che chiama per nome le cose e le persone, senza tanti giri di parole. Che ti fa godere oltre due ore di adrenalina, spari, combattimenti, onore e sangue.
Narra la storia vera dei fatti avvenuti l'11 Settembre 2012 in Libia, quando un gruppo di terroristi attacca una sede americana e gli agenti CIA presenti.
Un combattimento ben fatto, una trama solida, una capacità di far capire quale sia la confusione prima, durante e dopo una battaglia non convenzionale, dove si scontrano terroristi e contractor wars...
Sono loro, i veri interpreti e protagonisti del film. Che devono confrontarsi con funzionari incapaci e refrattari a sporcarsi le mani. Uomini che, nonostante il lavoro svolto (mercenari) tengono alto il nome del loro Paese e fanno quel che fanno, perché a casa tengono famiglia.
Sotto la regia di Michael Bay, vediamo scorrere intense scene di guerra, intervallate a momenti di pausa mai banali, dove i dialoghi reggono i tempi e fanno capire, come la paura possa prendere chiunque.
Questo è cinema americano allo stato puro. Può non piacere. Ma è vero!
Che altro dire? Guardatelo!

giovedì 27 ottobre 2016

Independence Day - Rigenerazione

Prendi un filmone. Di quelli che hanno fatto la storia del cinema più recente. Di quelli che gli alieni facevano veramente paura. Di quelli che gli americani alla fine vincevano in barba a tutte le leggi della fisica.
Ovviamente lo hai visto 20 anni or sono. Quando la Milano da Bere stava per finire e stava per iniziare il ventennio "inutile" di Silvio.
Vent'anni dopo, rieccoli riapparire: tutti, ma veramente tutti! Non solo gli alieni, che questa volta saranno accompagnati da una Regina, ma tutti gli stagionati, suonati e pure rimbambiti attori della volta scorsa... Quasi una riesumazione tipo "La notte dei morti viventi" di Romero.
Ma veniamo all'incredibile e inedita trama:
Dopo vent'anni dalla prima invasione, ci sono tutti i segni di un ritorno degli alieni... questo non funziona, quello si rompe, rincoglioniti si ripigliano dal coma, gente di varia natura che di solito gira per il deserto a zonzo, continua a girare a zonzo... e così via.
Ma eccoli, arrivano! Con un astronave ancora più grossa della prima volta... questa volta, però... prima di loro arriva un'altra mini astronave che non c'entra nulla con i cattivi, ma che per precauzione viene abbattuta...
Arrivo in grande stile, solito valzer di edifici che crollano e ponti che ballano (che spreco, che sciupio, se lo vede Renzi che vuole fare quello sullo Stretto, non costruisce più....).
A causa di questo assalto, tutti i popoli sono costretti a darsi alla macchia.
E' così che assistiamo all'idea di civiltà della cinematografia americana: mentre questi ultimi vengono presentati nel super bunker iper tecnologico, i restanti popoli della Terra, se ne stanno sotto la loro tenda ad ascoltare una radio a valvole...
Arabi: sotto la tenda che ascoltano un Kebab; Cinesi: sotto la tenda che ascoltano un involtino primavera, Tedeschi; sotto la tenda che ascoltano un bratwurst, Italiani: sotto la tenda che ascoltano una pizza, Francesi: sotto la tenda, con in lontananza la torre Eiffel, che ascoltano un Camemberg, e via di questo passo...
Ma non perdiamo tempo in divagazioni. Contro gli invasori viene usato di tutto... senza rimedio.
Questa volta vinceranno? Ma certo che no, anche grazie all'aiuto di illuminati scienziati (eccone una foto)
si arriva al glorioso finale, senza aver dimenticato la fine coraggiosa dell'ancor più coraggioso ex presidente degli States e la morte della mamma del pilota fico (ciao Mamma!) e che dire dello scuolabus giallo, con i bambini simpaticissimi? (unica vera nota di colore del film).
Sconfitta la regina, tutti gli alieni scappano... ritorna la pace, si ricostruiscono i ponti, la gente lascia la tenda... sino alla prossima volta.

martedì 25 ottobre 2016

Monza - la città

Arriviamo a Monza di sabato mattino. Un freddo becco, manco Gennaio... Solo con fatica, il sole riprende il suo posto e regala un minimo tepore.... Subito l'occhio è attratto da questo intervento edilizio che a colmare il vuoto, si è inventato questo ripasso di melassa murale... viene voglia di addentarlo...
L'Arengario, costruito nel XIII Secolo, era il Palazzo di città, noto per il balcone chiamato "la parlera", da cui si affacciavano i governanti della città per parlare.
 
Bellissime vetrine, ferro battuto, motivi liberty... tanta gente...
 

il Duomo, dedicato a San Giovanni Battista. Edificato tra il XIV e il XVII secolo, è riconosciuto come Basilica Minore. Monza è nota come residenza estiva della Regina Teodolinda, moglie di Agilulfo, Re dei Longobardi.
 
Sullo sfondo il Comune di Monza. Sede Municipale.
La Chiesa di Santa Maria in strada...
La Rinascente occupa questo bellissimo palazzo.

Particolare del "Palazzo delle Cariatidi" edificato all'inizio del '900.

domenica 23 ottobre 2016

Ritorno in Valgrande

E' così che, vuoi per la meteo ballerina, vuoi perché le montagne sono innevate, si decide per una gita del mercoledì all'insegna della Valgrande.
E badate bene, non è una scelta di ripiego. Piuttosto un completo cambio di prospettiva. Niente cime, niente creste, niente ghiacci e lontani panorami.
Piuttosto bosco, rive scoscese e ripide, corsi d'acqua di un colore intenso, poche tracce umane e una lunga immersione nel Wild!
Il primo inghippo è dato da una serie di gallerie, strette strette e maledettamente bagnate. Passiamo la prima, la seconda, ma la terza non garantisce un passaggio agevole: rischiamo di fare tutto il restante percorso bagnati come pulcini. Si torna indietro e si supera dall'alto le umidissime buche...
il fiume ci accompagna per tutto l'itinerario. In sostanza gli si gira intorno attraversandolo sia su passerelle metalliche, che su ponti in pietra. L'acqua sottostante ha un colore verde incredibile... peccato sia gelata!

Ponte, traccia umana. Chi mai avrà fatto un opera simile in mezzo al nulla?

Le poche abitazioni, cadono a pezzi, e solo in un punto troviamo presenza umana.
Un altarino assai pagano... mai visto nulla di simile...

Velina di sopra. Si erge sopra il bosco in posizione solare. Bellissima e solitaria.
Un torchio... intorno damigiane e botti... Notevole la maestria nel realizzare l'opera. Un vero peccato il totale abbandono... Al termine della giornata, riemergiamo dal fitto del bosco... umidi certo, ma soddisfatti... un'altra splendida camminata.

Elvis e Nixon - il film

Piacevole film del 2016. Regia di Liza Johnson. Racconta la storia del vero incontro tra Nixon ed il cantante, nonché stella mondiale Elvis Presley.
E qui cominciano i guai... perché se il film oltre ad essere divertente e godibile, scorre senza scossoni particolari, Kevin Spacey nel ruolo di Nixon è geniale, Michael Shannon nel ruolo di Elvis, assomiglia terribilmente a Massimo Ranieri nel recente ruolo di Pasolini... No comment...
Ottime le interpretazioni del figlio di Tom Hanks (Colin) e di Evan Peters, recentemente visto nel ruolo del mutante Quicksilver degli X-Men...
La storia è vera: il 21 Dicembre 1970 Elvis incontra Nixon per essere nominato agente FBI sotto copertura...
A metà tra la farsa del potere e la presa in giro della rockstar, in procinto di essere superato in fama dai Beatles e Rolling Stones... vediamo due piacioni, che a loro modo sanno sguazzare nei rispettivi stagni, ma che, costretti a conoscersi, finiscono per scoprire di non essere poi così distanti... Sarà pregio o difetto?
Scorre di fronte a noi una storia americana, di cui sappiamo già tutto: la brutta fine di Elvis, la brutta fine politica di Nixon... Due personaggi che, al momento dell'incontro, hanno superato la fase di massima celebrità e intravedono la discesa dalla china... Ottima recitazione, ottima colonna sonora.
Da tenere presente.

giovedì 20 ottobre 2016

ARQ

 
Non è la prima volta che un film ci propone il tema del loop temporale.
Uno su tutti Looper ove le azioni del presente ci si presentano di fronte come specchio dell'anima (quasi come il fantasma dei Natali perduti di Disneyana memoria), ma poi ancora Source Code dove 8 minuti vengono ripetuti migliaia di volte per portare a termine la missione di salvare vite umane.
Senza trascurare poi Edge of Tomorrow dove un indolente e paraculo Tom Cruise, rivive ogni mattino la stessa scena che lo vede andare in guerra contro gli alieni.
E come non essere affascinati dall'idea di poter ripetere pochi o tanti minuti della propria vita e cercare in qualche modo di modificare il corso del tempo, le proprie azioni nel bene o nel male.
Ci provarono a suo tempo Denzel Washington con Dejà Vu in termini positivi e in Time Lapse quattro giovinastri in termini negativi...
Per quello, quando ci si approccia a questo genere di film, si è sempre alla ricerca della novità e non del "già visto" rimediabile con una ripetizione del tempo vissuto...
Chiusi in una stanza, mentre intorno il Mondo è senza energia e una guerra feroce contrappone terroristi e multinazionali a contendersi le ultime risorse, Renton e Hannah si risvegliano tutte le mattine alle 6,16 rivivendo un aggressione da parte di uomini mascherati.
Dalla presa di coscienza del loop temporale, alla successiva presa di coscienza dell'altro e nel fidarsi reciproco, questo film si dipana sino all'ultimo fotogramma... dove sta la novità?
Che di volta in volta, anche gli altri partecipanti all'evento, prendono coscienza di sé; condizionando l'evento stesso... come uscirne? Con un videomessaggio! Sai che ideona... Da non rivedere, neanche con l'ausilio della macchina del tempo.

mercoledì 19 ottobre 2016

Una pallottola per Mussolini

 
Due sono i difetti di questo piacevole libro.
Il primo: perdersi nelle descrizioni delle vite delle donne dei potenti di turno. E per farlo, utilizzare a piene mani materiale già pubblicato dallo stesso autore... non va bene... la trama crolla e ci si addormenta.
Il secondo: non far terminare la vicenda al 19 Dicembre 1944 ma trascinarlo al 26 Aprile 1945.
Sappiamo tutti come finì Mussolini. Sappiamo in pochi che il suo guizzo del 19 Dicembre gli permise di far sapere al mondo intero che non era finito e sconfitto.
Questo (a mio giudizio) doveva essere il merito del romanzo. Andare a ripescare l'indecorosa fine del Duce non migliora il tutto, anzi lo peggiora e trascina oltre misura la storia.
Peccato, perché la trama è veramente bella e fa quasi perdonare al fascismo tante colpe, riportando il giudizio della Storia ad un maggiore equilibrio.

La leggenda del calcio d'acciaio

Il primo vero enorme problema, quando guardi un film cinese, è che la loro mimica, il loro concetto di storia, la trama, i gesti, le frasi dette e la morale finale non esistono.
Ovvero esistono secondo un canone cinese che a noi è TOTALMENTE ignoto.
Così come ignote sono le sfumature, i movimenti del viso, i vestiti indossati, le idee che muovono il film. TUTTO.
Ergo, se riuscite a ripulire il cervello da ogni genere di facile cliché che vi fa pensare di essere più intelligenti del regista che ha diretto questa cosa, allora credetemi: tutto filerà liscio.
Il film in questione sprizza energia da tutti i pori, grandi combattimenti, grandi botte che volano ovunque, un sacco di gente che prende un sacco di legnate e cosa ancor più bella: è evidente che tutto non ha senso, non lo ha dall'inizio del film, dalla prima scena, sino all'ultima e non lo avrà mai.
Ma voi ve ne dovete fregare, privi del cervello e del raziocinio, lasciate passare le immagini e sorbite ogni scena, ogni parola, ogni smorfia, ogni idea.
Quando non sono cose ovvie, sono cose penose, oppure sono cose inutili, oppure ancora sono cose scontate.
Quello che resta è il film secondo un canone decente (per noi ovvio, per un canone occidentale) ovvero non ne resta nulla.
Wu - Lin va in città, trova suo fratello cattivissimo e un ricchissimo che lo arruola per proteggere la figlia imbecille. Sboccia l'amore (incredibile) e nel frattempo Wu-Lin deve combattere contro migliaia (ma che dico, milioni) di cattivi che alla fine lo mettono sottoterra.
Lui resuscita e li ammazza tutti.
Infine si scontra con il super cattivo artefice dei suoi guai che, udite udite, è suo padre che lo ha buttato in un burrone da piccolo.
Edipo al confronto è un principiante.

Sherlock - L'abominevole sposa

Non avendoci capito nulla, ho qualche problema a commentare questo film. Forse ho perso qualcosa. Episodio speciale inedito! Ma de che? Una miscellanea ove Sherlock si muove nel tempo tra passato e presente, un inedito investigatore drogato e confuso, un nemico che dai sogni riemerge e che poi vi ricasca, una storia bella nel passato (L'abominevole sposa) che viene demolita con gli inserimenti dell'attualità... insomma, se non avete idee nuove su Sherlock Holmes (stiamo parlando del più famoso investigatore del Mondo, insieme ad Hercule Poirot ovvio) non prendete il pur bravo Cumberbatch per farlo girare come una trottola. Non fate il film e basta.

sabato 15 ottobre 2016

Nobel che vanno, Nobel che vengono...

Come è normale che accada, alla morte di un Nobel, nonché attore, nonché anarchico, polemista, ex ragazzo di Salò, e poi comunista ed infine grillino, quale è stato Dario Fo, era logico aspettarsi un valzer di polemiche.
Che non si sono fatte attendere. A partire da quelle inutili di suo figlio, che ha pensato bene di accusare il mondo intero che prima lo ha ostracizzato e ora lo onora.
Suo figlio dimentica, ma lo perdoniamo perché ogni figlio cerca di onorare la memoria del padre come può, quello che suo padre fece contro il povero Commissario Calabresi, con quella pagliacciata della falsa ricostruzione della morte dell'altrettanto povero Pinelli.
Così come dimentica, che a fare il giullare ed insultare tutti, qualche calcio in culo lo devi mettere in conto. Aver ricevuto il Nobel per la letteratura non ha cancellato certe ferite. Ha solo riconosciuto (e scusate se poco) il gran lavoro di ricerca fatto da Fo nella storia del Teatro, nel recuperare un linguaggio (il grammelot) che appartiene al passato giullaresco. Onore all'attore certo. Qualche mal di pancia alle scelte dell'uomo.
 
 
Altro scandalo ha suscitato il Nobel Letterario al buon Bob Dylan. Lui ha fatto pure lo schizzinoso e latita invece di esserne lieto e darlo a vedere. Solito snob... Anche in questo caso, le polemiche nascono da una cattiva interpretazione del premio. Gli scrittori si sono incazzati: perché scriviamo centinaia di pagine e poi arriva sto rincoglionito e con quattro canzoni in rima, cantate con quella voce orrenda si piglia il Nobel... Credo si tratti di un Nobel alla carriera, agli anni '60, quindi puro revival (unico guizzo che azzecca sempre e fa girare il mercato) oltre alla sua lotta contro le ingiustizie americane. Ha scritto bene qualcuno: è un premio occidentale... Quasi un premio Yankee.
Non prendetevela troppo. Dylan ha grandi pregi. Certo non la simpatia.
 

venerdì 14 ottobre 2016

X-Men Apocalypse

Come dice Ezia è un film per edili.
Gli X-Men devono ristrutturare la scuola per cervelloni speciali di Charles Xavier e per farlo cercano uno in gamba. Un'Archi star per esempio... uno che con l'edilizia ci giochi e ne ricavi spettacolari cose... A chi rivolgersi ?
Ma ecco apparire dalla profondità di una piramide e dalle profondità del tempo, En Sabah/Apocalisse... un tecnico della costruzione e della demolizione (vedasi come ha ridotto la piramide all'inizio del film)... sfruttando le doti dei vari super-dotati (devo stare attento ad usare questi termini, si potrebbe pensare ad un altro genere di film) la demolizione avviene in quattro e quattro otto. Peccato che nessun pensi alla ricostruzione, cosicché dobbiamo attendere la fine del film per vedere le maestranze all'opera.
Questo episodio di X-Men è confuso e sconclusionato ne più e ne meno di quello degli Avengers da me appena descritto.
Non si sa quando inizia, quando finisce, in quale periodo si svolge (ovvero in parte sì, ma non proprio) e non si capisce dove voglia andare a parare.
Magneto fa sempre la parte del cattivo e recidivo, avendo oramai preso il posto di Wolverine, che a causa del peso degli anni, fa una piccola apparizione e si da alla fuga...
Bene il cameo del grande Stan Lee.... per il resto, assomiglia ad una lite in una famiglia in là con gli anni... gran rumore di piatti ma alla fine tutti a cena di fronte alla Tv...

mercoledì 12 ottobre 2016

I mali che tuttora affliggono il Bel Paese

Il gioco è semplice semplice, si fa un elenco sommario dei mali che affliggono l'Italia (potrebbero essere gli stessi che affliggono qualsiasi altro Stato Europeo). Si trova un colpevole: i terroni, i mafiosi, gli extracomunitari. Si aggiungono i fiancheggiatori e i nemici: i magistrati, i comunisti, i dipendenti pubblici.
E il gioco è fatto!
Leggo per voi queste perle di saggezza: "sappiamo tutti che la maggior parte dei parlamentari di destra è ricca di suo ed è poco interessata all'aumento dell'indennità parlamentare. Se fa politica, lo fa per ambizione o per vocazione o per un mix delle due cose, raramente per arricchirsi".
Ma a chi la vuoi raccontare???? Per favore, ma se un giorno si e uno anche arrestano un politico di destra con le mani nel sacco... ma va a quel paese...
 
Altra perla di saggezza: "Davvero si pensa che il giovane carabiniere originario di Salerno possa mettere a repentaglio la propria vita per difendere quella dei cittadini padovani?".
Ma con quale coraggio si scrivono porcate simili?
Siamo ancora al mito della Padania ed ai terroni? Ripeto quanto scritto sopra. Ma sparisci!
A volte bisogna leggere certe porcherie, per riflettere sul loro significato. Qualcuno le avrà pur pensate queste baggianate, le crederà vere... Qualcuno con una visione della realtà totalmente artefatta. E con soluzioni totalmente sconclusionate.
Non so cosa faccia nella vita Giglio Reduzzi e francamente non mi interessa. Certo una cosa non la sa fare: Essere onesto con se stesso e con i suoi lettori.

martedì 11 ottobre 2016

Ed Wood

Spesso mi chiedo, dovendo/volendo recensire un film, visto magari la sera prima, come fare a racchiudere in poche parole la descrizione di un immagine, che per il regista rappresenta a sua volta la rappresentazione di molte e molte altre parole, sensazioni, idee...
Parlare di un film pone notevoli limiti, così come parlare di musica.
Non volendo, potendo e nemmeno sapendo fare il tuttologo e considerato che molti, più bravi e preparati di me hanno già scritto al riguardo, e sono altresì facilmente reperibili e leggibili in Rete, mi limito a dare il mio punto di vista senza entrare troppo nel dettaglio, oppure, quando il caso lo richiede, a sbeffeggiare vergognosamente l'opera appena vista.
Cosa mi piace quindi di un film? Cosa mi deve piacere?
La sorpresa sicuramente, viceversa la correttezza della trama, se è legata ad un evento storico, oppure il suo dissociarsi ma con una logica coerente.
La bravura degli attori, la bellezza della fotografia, gli abiti, la scenografia, i dialoghi. Gli stessi attori se di loro piace il piglio, il modo di porsi... Insomma sono tanti gli elementi che fanno il film e il mio apprezzamento.
A volte grandi eventi risultano per me grandi pippe... E viceversa (mica sempre però).
Certo non mi comporto come ad X Factor e i loro "ti ho sentito..." ma mi chiedo io,  cosa hai sentito ? Bacucco che non sei altro... "Ti do la sedia... non ti do la sedia"... ma te la do in testa la sedia... ciula che non sei altro...
D'altro canto, siamo nell'era del mordi e fuggi, nei 140 caratteri di Twitter, che hanno il grande pregio di contenere pochi strafalcioni...
Ma veniamo al film: Mentre Ed Wood - interpretato da Johnny Deep - appare più come uno stupidotto... il vero grande interprete del film, a mio giudizio, resta Bela Lugosi nell'interpretazione di Martin Landau (non a caso Oscar come miglior attore non protagonista).
Conosciamo così una versione adulterata di Ed Wood, che comunque fa sorridere ed al tempo stesso impariamo cosa voleva dire, fare cinema negli anni d'oro di Hollywood...
E se penso che quest'uomo è stato il mio mitico comandante Koenig in "Spazio 1999" fantastica serie televisiva dedicata alla fuga della Luna dalla sua orbita e del destino della base lunare Alpha... che dire? Geniale. 
 

lunedì 10 ottobre 2016

Quale Editore - Vito Laterza

Una famiglia, i Laterza, legata da sempre alla propria città: Bari, alla Puglia, ed all'editoria.
Questo il contenuto del breve testo (quasi 160 pagine) che ripercorre in parallelo la storia d'Italia dagli inizi del secolo scorso.
I rapporti con il Fascismo e la lotta contro la censura, l'amicizia tra Giovanni Laterza e Benedetto Croce, la fase post-crociana della casa editrice, il rapporto con la propria terra e la cultura in Meridione ed in Italia, l'apertura della sede di Roma e i contatti culturali che ne scaturirono.
Ma ancora, le nuove sfide per trasformare il libro da prodotto di lusso ad oggetto d'uso quotidiano, la scolarizzazione di massa, la cultura nelle edicole (i fascicoli settimanali) ed il ruolo delle librerie.
Questo e molto altro, in una serie di interviste radiofoniche e interventi a saloni del libro, qui raccolti, ove si susseguono tre generazioni di pugliesi, descritti come formichine caparbie nel dedicare tutto se stessi al lavoro ed alla propria terra.
Mi è piaciuto, soprattutto per capire cosa si cela dietro le quinte di una tipografia poi casa editrice, ove si produce cultura.

domenica 9 ottobre 2016

Domenica Pomeriggio

Per vivere momenti speciali, bisogna fare cose speciali? No, semplicemente bisogna fare cose impreviste, che vanno contro logica, che richiedono di superare l'idea, ad esempio, che un giorno di pioggia sia fatto per stare sul divano a sonnecchiare.
Stamattina, sveglia alle 6,20. L'idea è quella di una corsetta dopo la colazione. Così per godersi il bello della giornata. La meteo da pioggia, ma dopo le 9,00. Dovrei farcela.
Alle 7,00 in punto uno scroscio cancella le mie velleità sportive... ripiego su qualche esercizio in casa... poi si esce per caffè e giornali, piccola spesa e poi a pranzo.
Pomeriggio la pioggia non cessa, anzi. Oltretutto fa freddo... Ma in fondo mi dico, vuoi mettere due passi armati di scarponi e ombrello? E così faccio, mi infilo nel bosco dietro casa e mi godo la passeggiata...
Per quello, quando incontro la salamandra, oltre ad una poiana che fugge tra gli alberi, non mi stupisco più di tanto...  era lì, aspettava solo di essere vista... in una bellissima giornata di pioggia...
Al mio rientro a casa, completamente fradicio, mi dico che ne è valsa la pena. E questo diversivo mi ha donato una giornata bellissima.

venerdì 7 ottobre 2016

Pet Sematary

Tratto da un romanzo di Stephen King del 1983, questo film del 1989 (Tradotto in Cimitero Vivente nell'edizione italiana) riprende il ciclo di film (proposto da Ezia) che fanno del limite tra vita e morte il proprio filo conduttore.
Questa la trama: trasferitosi per un nuovo impiego, il medico Louis Creed e la sua famiglia, vanno a vivere in una casa vicino ad una trafficata superstrada. Oltre a non avere la recinzione, di lì passano un sacco di grossi camion che sin dal principio fanno intendere quali pericoli corra chi vada in giro con la testa tra le nuvole.
Quando il gatto dei Creed (Church, diminutivo di Churchill) finisce sotto un camion, il vicino dei Creed, l'ottantenne Jud Crandall gli viene in soccorso... nei paraggi c'è un cimitero per animali, ma poco oltre vi è un cimitero indiano, ove le persone o gli animali sepolti tornano in vita.
Detto fatto, il gatto si ripresenta il giorno dopo, ma non è più lo stesso... Oltre a puzzare di morto, ora ha un carattere schifoso e gli occhi spiritati...
Crandall rivela così che in passato l'esperimento venne tentato con un essere umano e purtroppo lo si dovette sopprimere... tornato in vita era diventato pericoloso (nel video appare più che altro demente).
A causa di un terribile incidente, frutto anche della sua disattenzione, Louis perde il figlio Gage, investito (guarda caso) da un camion... Ora è Louis a vincere le proprie remore (nonostante un noiosissimo fantasma cerchi di dissuaderlo dal commettere questo sacrilegio) e dopo aver dissepolto il figlio dal cimitero (l'orazione funebre è tenuta dal mitico King...)
lo porta al cimitero indiano e attende a casa l'esito dell'esperimento.
Le conseguenze saranno catastrofiche: il piccolo Gage, tornato in vita, è un assassino incallito che si libera del vicino Crandall e della madre Rachel... lo stesso Louis rischia la vita ma riesce ad ucciderlo.
Non contento del primo (anzi secondo) fallimento, ci riprova con la moglie Rachel: il risultato lo potete immaginare pure voi...
 
Quali domande pone il film? Pur nella sua semplicità ed a tratti ingenuità, abbiamo di fronte a noi una serie di questioni "pesanti". Si può tornare dalla morte? Cosa si è disposti a fare per riavere una persona cara? E' giusto cercare di forzare le regole dettate dalla natura per non perdere la propria felicità/normalità?
 
Qualche anno or sono, mentre stavo facendo sport, venni avvicinato da un Testimone di Geova, il quale con un grande sorriso mi chiese: "non vorresti rivedere i tuoi cari oggi morti? non vorresti che tornassero in vita?".  Risposta "NO".
Non ho nulla contro i Testimoni, e nemmeno contro ogni forma religiosa purché rispettosa del prossimo. Tuttavia, vorrei fare una precisazione: la vita umana e non, è sacra ed in quanto tale, finita. Ha un termine e per questo ha un enorme valore. Posticiparlo in eterno o peggio annullarlo, toglie quel valore e quella sacralità che la rendono speciale. I nostri cari andrebbero amati quando ci sono, non quando non ci sono più. Dopo vanno ricordati con affetto e la loro memoria diviene aiuto nei momenti difficili. Replicare la vita, giocare a fare Dio, oltre a non essere divertente (o blasfemo, a seconda dei punti di vista) non ha alcun senso.

Insospettabili sospetti