sabato 30 gennaio 2016

L'alba del pianeta delle scimmie

Se modifichi geneticamente uno scimpanzé, poi non devi lamentarti se, una volta recluso e maltrattato, ti rende pan per focaccia.
E' questa la morale del film che, avvalendosi di ottimi effetti speciali, umanizza a tal punto i primati, da renderli i veri protagonisti della scena e farceli preferire agli umani che, con le loro debolezze e meschinità ci fanno una magra figura.
Siamo all'inizio della vicenda, alla prima originaria azione, che ha reso realizzabile la saga che tutti noi conosciamo... il mondo esiste ancora (per come noi lo conosciamo) e il declino è di là da venire... oppure no.
Non è facile non parteggiare per le scimmie e per Cesare, lo scimpanzé intelligente che, rinchiuso in un zoo-lager, riesce a fare proseliti e ribellarsi al sistema.
Tra le righe, si legge un forte rimprovero a chi, scambia gli animali per passatempi pelosi o simili.
Un animale che prende coscienza di sé è destinato a cercare il suo posto nella vita e nel mondo e probabilmente a ribellarsi al sistema. Tutto ciò, il film, ce lo racconta.

L'impostore... oppure no.

Javier Cercas dedica il suo ultimo libro, "L'impostore", a Enric Marco.
Forse militante antifascista, forse ex deportato nei lager nazisti, forse combattente repubblicano, ma certamente un grande, grandissimo bugiardo.
Talmente grande da essere riconosciuto dallo stesso Javier, con molti distinguo e con molta fatica, un "eroe".
Ma quale è la colpa di Marco? L'aver desiderato una vita diversa e l'aver fatto tutto il possibile per riuscirci.
Marco è quindi il bugiardo del secolo? Marco ha mentito usando la più grande tragedia del 900: l'olocausto. E questo non gli è stato perdonato. Non è perdonabile... O forse si?
Ma è così riprovevole la sua bugia? Oppure si eleva, rispetto alle montagne di bugie (mediocri e pessime e brevi) che ognuno di noi usa quotidianamente e poi abbandona simultaneamente quando non serve più come un vecchio abito?
Lui quella bugia l'ha costruita, l'ha coltivata, l'ha usata facendola propria, piegando al proprio volere la Storia e la sua storia.
Il vero problema è che quest'ultima fatica di Javier Cercas non mi convince, e la cosa mi fa arrabbiare, forse perché dall'autore di "Anatomia di un istante" e di "Soldati di Salamina", mi aspettavo molto di più.
Se metà del libro è spesa per dire e ribadire che non lo scriverà (e noi sappiamo che mente e quindi non capiamo il motivo di questo sfogo) e che poi lo scriverà ma non per giustificare (ma noi sappiamo che mente di nuovo, perché poi si capisce che un poco lo giustifica, anche se prima indirettamente facendolo dire dagli altri e poi lui stesso lo ammette), cosa è questo libro?
Un romanzo? No
Un racconto di una storia vera? Solo in parte.
Un trattato sulle bugie o qualcosa di simile? Forse.
A volerlo tradurre, questo libro assume una sola frase: delusione.
 
 
 

giovedì 28 gennaio 2016

Se per diventare ricchi basta coprirsi..

La notizia di questi giorni è la copertura delle statue nude dei Musei Capitolini, in occasione della visita del Premier Iraniano Rouhani.
Comprensibile, visto  che vi erano in ballo affari miliardari (17 per l'esattezza) e poi chissà... Altrettanto logico che per non imbarazzare il ricco migrante, si è pensato di coprire opere d'arte di oltre 2000 anni, che tutti ci invidiano...
Ma allora perché tutto questo scandalo? Queste polemiche?
Non siamo forse quelli che facevano mettere la tenda a Gheddafi in centro a Roma e gli portavano l'acqua ai cammelli? E quindi perché tanta uggia?
In politica estera siamo nullità, il nostro credito politico e la nostra parola vale zero, la nostra corruzione, insieme alla nostra specialità mafia/lazzaroni/mandolino e pizza (per fortuna) ci rende zimbelli mondiali.
Molti si chiedono quali siano i meriti che abbiamo per aver ereditato una nazione così bella, visto che non solo la stiamo distruggendo, ma peggio ce ne vergogniamo.
Ecco, forse meglio coprirle le statue e.. coprirci anche noi... sai quanti affari !!!


domenica 24 gennaio 2016

Alla ricerca del limite

Sci, surf, alpinismo, paracadutismo, motociclismo, skating, mountain - bike e tutte le variabili possibili di questi sport "estremi"...
Perché un documentario simile? Per rappresentare super-uomini?
No. Nulla di tutto questo. Solo per rappresentare persone normali che inseguendo un sogno hanno sacrificato tutto il resto per avere per un piccolo, breve, solo istante, colto l'attimo.
Bellissime le scene. Sconsigliato ripeterle.

Ecco, questa del piccolo profugo mi mancava proprio

Ecco, quella del vestitino del piccolo profugo (fosse anche della Seconda Guerra Mondiale, come dichiarato dall'azienda che li propone) mi mancava proprio.
In un periodo di migrazioni epocali, ove quotidianamente assistiamo a maree umane in fuga dalla guerra o dalla miseria e dove giornalmente bambini trovano la morte, questa è come minimo un errata scelta commerciale.
Amazon, dopo averla pubblicata, l'ha ritirata subito... Meglio tardi che mai.
Cattivo gusto? No peggio. Totale demenza.

Spectre 007

Orbene, al netto di sparatorie, inseguimenti in auto, a piedi, in elicottero e aereo.
Viste le solite belle donne e sedotte le stesse, ucciso i soliti cattivi, litigato con i capi, scoperto l'ennesimo inghippo che porta al cuore stesso dei servizi segreti, subito le solite torture inutili... preso un sacco di botte e date un sacco di botte, cosa resta di questo film?
Questa è la domanda che mi pongo pochi secondi dopo che ho visto passare i titoli di coda.
Daniel Craig mi piace, la serie 007 mi intrippa, ma questo episodio, questo episodio... proprio no.
Non ci si capisce una cippa. A fatica si riescono a fare collegamenti e intuizioni, questo governo mondiale dei cattivi poi, ricorda più "Cattivissimo Me" o l'ultimo episodio dei "Minions" ma non certo qualcosa di simile ad una cupola mafiosa... che guarda caso sta a Roma.
Per cui nessuno se ne avrà a male se dico, affermo e scrivo che questo episodio fa acqua da tutte le parti... ciao

venerdì 22 gennaio 2016

Ettore Scola

Mi piace collegare Ettore Scola al film "una giornata particolare" con Sophia Loren e Marcello Mastroianni nei rispettivi ruoli della casalinga sottomessa e dell'omosessuale, entrambi vittime del regime fascista.
Un film che portò al cinema italiano un Golden Globe e due candidature all'Oscar nel 1977.
Che dire poi di "Brutti Sporchi e Cattivi" dell'anno precedente? Vinse il premio alla regia a Cannes e consacrò un grande Nino Manfredi.
ha diretto Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Gérard Depardieu, Massimo Troisi, Diego Abatantuono, Sergio Castellito, Ugo Tognazzi, Federico Fellini e Mike Bongiorno, Alberto Sordi...
Come non ricordare infine "I nuovi mostri". Orientato politicamente a sinistra ha militato nel governo ombra del PCI del 1989.
 
 
La scena della terrazza nel film "Una giornata particolare".


Cima Sasso - The ravanant...

E così l'anno nuovo inizia riprendendo da dove avevo chiuso: con una gita in montagna insieme a Max ed in un luogo mai visto. Questa volta andiamo alla Cima Sasso, nel cuore della Val Grande.
Il masso coppellato che fa bella mostra di sé su questo balcone naturale che si allarga sul Lago Maggiore. Oggetto di studio, dimostra la presenza umana in tempi remoti.
 Gli animali non mancano nemmeno oggi. Camosci... oggi oltre 20 avvistamenti..
 Vista d'insieme.
Dalla vetta di Cima Sasso ecco una incredibile vista sulla Val Grande. Sulla sinistra il Pedum con le sue pietre simili ad una bocca aperta.
Verso il Lago Maggiore. Poca neve e temperature alte per questo mese... L'anomalia continua.

The Revenant

Una natura immensa, che tutto assorbe, questo è lo sfondo, che annichilisce gli uomini che, come formiche, si affannano a depredarla in una condizione di miseria, lacrime, freddo terribile e morte.
La primordialità dei luoghi obbliga a guardarsi dentro, per trovare la forza per sopravvivere; non farlo vuol dire fallire. E' questo che fa di questo film un autentico capolavoro.
Hugh Glass, il protagonista del film, dovrà compiere un autentico terribile sacrificio per giungere alla fine a capire che la morte data, la sofferenza data e subita, ed infine la vendetta sono nulla di fronte al ritrovare se stessi.
A contrastarlo e rubargli la scena un incredibile cattivo (ma lo è veramente?) Fitzgerald, interpretato da un altrettanto grande Tom Hardy. Ogni personaggio di questa storia ha passato ogni genere di sofferenza, ogni sopruso, ha dato alla propria vita e alle proprie convinzioni una forma che a noi appare incomprensibile, ma che è necessaria per andare avanti.
Silenzio, clima ammantato di bianco, animali trasformati in mutevoli fantasmi, pellerossa e bianchi che si parlano, si combattono, convivono e muoiono in un mélange senza rimedio.
Tutto è illeggibile, mentre solo il viaggio di Glass - sostenuto dalla volontà di vendetta - è reale e concreto ed è l'unica cosa a cui riusciamo ad aggrapparci in un mondo di follia, neve, freddo e ferocia.
 

martedì 19 gennaio 2016

The eagle is landed

E così ci ha lasciati anche Glenn Frey, chitarra e fondatore degli Eagles.
Per chi non li conosce (sfido chiunque a non conoscerli) gli Eagles, nati nel 1971 hanno costruito una autentica incredibile carriera con la loro musica, vendendo oltre 150 milioni di dischi.
Ascoltate "Hotel California", "The heat is on", "You belong to the city" ma prima di tutto godetevi questo fantastico video.
Quanti bambini sono nati grazie a queste melodie? Bella domanda :)
Grazie Frey e buon viaggio...


domenica 17 gennaio 2016

il bisogno di cambiamento è drammatico ... azzo se è vero!

Dopo aver visto la foto qui sopra, rappresentante il "nuovo che avanza" come dal titolo del noto libro di Michele Serra, viene da pensare che il titolo del post, nasca da una polemica fatta dalla sinistra o antagonisti di Forza Italia.
No signori, mi spiace deludervi!
La frase "il bisogno di cambiamento è drammatico" l'ha usata lui... e non a caso lui se ne intende ad ottant'anni suonati che di salvarci tutte le volte e di sacrificarsi non riesce proprio a farne a meno.
Ma noi lo prendiamo in parola! il bisogno è talmente drammatico che si è fatto fisiologico.
Fòra di ball, please.

sabato 16 gennaio 2016

Joker Wild Card

Finito di vedere pochi istanti fa.
Jason Statham è oramai divenuto un granitico cliché: solitario, amato dal popolo, violento quanto basta e letale quanto serve.. disperato, legato alle sue regole, certamente fuorilegge, amante dell'alcool e parecchio misogino..
Per vendicare la solita amica malmenata, il nostro finisce nei guai contro un mafiosetto italiano da quattro soldi... la mafia italiana viene rappresentata tutta muscoli e niente cervello, a parte il padrino che invece è tutto cervello e pochi muscoli... Boh!?
Se vuoi passare quasi due ore spensierate questo è un buon film da vedere... Assomiglia maledettamente a tutti i precedenti due o tre, ma chissenefrega. Questo è un icona del cinema! Ecchediamine :)

Alan Rickman

E così se n'è andato anche Severus Piton (Alan Rickman nella vita di tutti i giorni).
Come non ricordarlo (per chi come me ha qualche anno in più) come il cattivo di "Trappola di Cristallo", in "Die Hard - duri a morire", o nelle vesti del feroce sceriffo di Nottingham nel "Robin Hood" di Kevin Costner ?
Ma era soprattutto nel Piton (cattivissimo insegnante alla scuola dei maghetti di Hogwarts) che si era affermato agli occhi del pubblico più giovane e così ci piace ricordarlo. Poche storie, aveva il fisico e la capacità recitativa giusta per il ruolo dell'odiatissimo di turno!
Un grande, anche nel ruolo mai banale del cattivo...
Ciao Alan e grazie.

The hateful eight

Cosa rende vincente un film diretto da Quentin Tarantino, o meglio ne decreta il successo?
Che si tratti di un western (ma lo è veramente?) o di una trama moderna; cosa lo rende immediatamente fonte di curiosità e passaparola?
Proviamo ad indagare quest'ultima opera: "The hateful eight" per trarne qualche utile spunto.
Siamo nel West, ma potremmo essere quasi ovunque, tutto si svolge in una stanza e l'intorno, intonso e reso muto da una tempesta di neve, appare come una barriera che obbliga persone molto diverse tra loro a condividere un piccolo spazio.

Nessuno si fida dell'altro.
I dialoghi sono incredibilmente curati, lenti, pensati ed espressi (pur farciti di parolacce irripetibili) in modo forbito.
La violenza, esplode, ma quando lo fa, è espressa in modo banale. Non è annunciata da squilli di tromba o da annunci, arriva, si propaga, e poi cessa. Come un maroso.
Per Tarantino il mondo (almeno quello cinematografico) si divide in due parti nette e taglienti: i buoni, destinati a soccombere e sparire in un attimo e i cattivi... qui la situazione si fa complicata.
I cattivi, vero cosmo che interessa al regista e di conseguenza a noi, sono tanti e diversi.
Vi sono i cattivi privi di una logica, a loro non interessa il motivo delle loro azioni, è la strada più breve per raggiungere un obbiettivo, poco importa se causa dolore e morte, si fa e basta.
Vi sono i cattivi "saputi", quelli che del loro essere cattivi ne hanno fatto filosofia.
Per loro la violenza è una filosofia di vita. Una logica antiborghese, fatta di scuola di vita, profonda conoscenza dell'animo umano, dolore patito e visto patire, ne hanno forgiato la strada.
Per loro uccidere è semplice, ma solo se vi è una regola, se viene spiegato il motivo. Senza non vi è giustizia (una giustizia al contrario ben inteso).

Prendiamo i cacciatori di taglie di questo film, cosa li rende diversi dalle canaglie che cacciano? Nulla evidentemente. Solo il piccolo discrimine dato dal fatto che, loro eseguono gli ordini della legge (o meglio di una società che accetta il male minore, ovvero la morte del bandito in cambio di denaro).

Grande cura dei dettagli, grande spazio ai dialoghi, profondità e studio dell'animo umano, questi film vanno assolutamente visti, per capire quanto sia possibile indagare l'incubo e la follia dell'essere umano.

mercoledì 13 gennaio 2016

David Bowie

il primo vero problema (e non è da poco) è trovare una immagine che descriva il personaggio Bowie.. impossibile, un tale camaleonte dell'arte e della musica non permette un solo punto di riferimento. Dovremmo riempire il post di una carrellata di fotografie, una per ogni svolta della carriera di un vero grandissimo artista.
Se dovessi fissare un punto di riferimento, lo vedrei nell'interpretazione di Furyo del 1983 nell'inedito ruolo del prigioniero dei giapponesi...
Musica accattivante, ogni volta in grado di stupirti e incuriosirti. Lo ascolti e dici "ma è lui? E' veramente Bowie?" e così è... ogni volta una novità.
Ora l'ultimo episodio. La sua morte. Cosa dire, oltre a ringraziarlo per averci fatto compagnia in tutti questi anni? Grazie David, non sarà semplice dimenticarti... eri unico da vivo, ora diventi eterno.


sabato 9 gennaio 2016

Creed

Quando arrivi all'ultima inquadratura (con Balboa insieme al giovane Creed che dalla cima della "scala Rocky", cioè la scalinata del Philadelphia Museum of Art, location della celebre sequenza del film "Rocky" composta da 68 gradini con una statua in bronzo ai suoi piedi che immortala il celebre pugile) tutti abbiamo capito che il passaggio di consegne è oramai completato.
Si chiude un ciclo (forse, nel cinema il condizionale è d'obbligo) e se ne apre un altro.
Ottimo film, ben interpretato, pur facendo l'occhiolino al passato, costruisce una trama e una tensione capace di ridare lustro ai film I, II, IV della serie (trascurerei il III e i successivi)..
La storia del giovane Creed piace, la sua voglia di arrivare, la sua forza, la sua rabbia.
E Rocky? Lui fa quello che ha sempre fatto, anzi amplifica la sua forza: Lui fa Rocky, gigioneggia, si prende in giro e al tempo stesso prende il posto degli amici del passato, in questo ruolo di zio, padre mancato, allenatore, amico, debitore verso il vecchio Creed.
Il film finisce per prenderti, per commuoverti, per emozionarti, per donarti oltre due ore di sana passione. Visto in inglese, con uno slang incomprensibile.

giovedì 7 gennaio 2016

Colonia? No, grazie.

Premetto subito, questa volta non sarò né buono, né tollerante. Se questo episodio di Colonia è l'avanguardia di quel che ci dobbiamo attendere a causa dell'immigrazione, io dico no.
Dico no a villani, ignoranti, degradati uomini, che vedono nella donna solo lo sfogo dei propri desideri e porcherie.
Dico no ad una sub-cultura che aggredisce, deruba, picchia o peggio, chi è debole.
Dico no alle squadracce organizzate per rubare, per aggredire, per ferire nel corpo e nell'animo le donne, ma soprattutto il nostro mondo, la nostra società, la nostra cultura.
Abbiamo già i nostri enormi problemi, a far entrare in tante teste di vitello di nostri concittadini, che le donne vanno rispettate sia in casa che fuori ed ora ci si mettono questi selvaggi.
Applichiamo la legge, il codice penale e schiaffiamoli in galera, ai lavori forzati, a spaccare sassi... che si pentano di quanto fatto. E accompagniamo le nostre donne, diamo loro sicurezza e aiuto.
Facciamo capire che non accetteremo MAI questa deriva selvaggia del nostro modo di vivere, a Colonia come in qualsiasi altra parte d'Europa.


Cowboy in rivolta ... Strana America...


Uomini armati occupano un edificio federale in Oregon. E udite udite, non sono terroristi, non sono arabi, non è l'ISIS e nemmeno i messicani senza permesso di soggiorno, meno che mai neri.
No, sono americani, quelli veri, quelli degli States... E' forse per questo che, sino ad oggi, nessuno li ha ancora sloggiati a calci nel culo e nemmeno li ha denunciati.
Avranno pure i loro buoni motivi... magari lo Stato li ha vessati, le tasse troppo alte, un esproprio per far passare una strada... morale, forti anche della libertà, tutta nord americana, di possedere armi di ogni tipo, nessuno ha osato discutere la cosa. Certo li sorvegliano, ci hanno parlato, ma nessuno dice BAU!
Due pesi e due misure? Ma cosa dite mai.... 
Pensate se, quando i leghisti occuparono il campanile di San Marco...
Leggi l'articolo

mercoledì 6 gennaio 2016

il Ponte delle Spie

Un grande, grandissimo Tom Hanks. Un interpretazione toccante. Una bellissima ricostruzione storica di un periodo buio della storia europea ed internazionale.
Questo film uscito alla fine del 2015 ha tutte le carte in regola per diventare un eccezionale opera. Diretto da Steven Spielberg e ambientato in piena Guerra Fredda, vede lo scambio delle spie; il Sovietico Abel (un simpatico e perfettamente a suo agio Mark Rylance) e l'americano Powers (Austin Stowell) sul ponte berlinese di Glienike.
Tutto il film si regge sulla capacità dell'avvocato Donovan (Tom Hanks) di mantenere l'umanità, il rispetto delle regole e del prossimo quali punti cardine dell'azione non solo dei singoli uomini ma anche degli Stati.
Riuscirà nell'intendo di salvare tre vite umane e far dialogare DDR, Unione Sovietica e Stati Uniti.
Bellissimo e commovente.

I presepi di Filippo


Ogni inizio anno è d'obbligo una serata da Filippo e Pinuccia. E' anche l'occasione per vedere quanta passione Filippo mette nel realizzare i suoi presepi.
In questi giorni, casa sua è letteralmente invasa da statuine e sfilate di Re Magi. Ogni piano d'appoggio libero, si vede sotterrare da ramoscelli, muschio, statuine, luci e ghirlande.
 Bravo Filippo, per tutto l'impegno che ci metti e per tutta la passione.

domenica 3 gennaio 2016

Wheeling - il sentiero delle amicizie perdute

Scritto negli anni '60 è un fumetto meno noto di Hugo Pratt, ma per molti aspetti più bello e veritiero del famosissimo e super sfruttato (commercialmente) Corto Maltese.
Siamo in America, nella seconda parte del 1700 e sullo sfondo della Guerra di Indipendenza delle colonie dall'Inghilterra, si apre questa bellissima saga.

Una grafia stupenda. Colori e acquarelli, grafia a china precisa...
La storia, legata intorno a figure realmente esistite, vede una lotta senza quartiere, un tutti contro tutti, in cui indiani e bianchi, in un miscuglio indistinto, passano da una parte all'altra (come è normale che sia in una guerra civile) continuamente, ribaltando le sorti del destino individuale e collettivo.
Natura incontaminata, paesaggi immensi, civiltà indiana a confronto/scambio/scontro con quella bianca, in luoghi che non permettono di fare gli schizzinosi con chi ci salva la vita o più semplicemente ci assicura un guadagno.
Un grande Hugo Pratt, un grandissimo fumetto (riduttivo chiamarlo così) storico.

sabato 2 gennaio 2016

Le Montagne del 2015

Premessa: mai come quest'anno le mia salite in montagna si sono trasformate. Da uno svago generico e privo di programmazione (più una pura e semplice ricerca di pace e brevi avventure) è diventata una voglia di vedere posti nuovi e per me inesplorati. Montagne sentite nominare, viste dal fondovalle, raccontate o immaginate.. Quelle che, poi ci andrò.. senza andarci mai.
E' così che di volta in volta, e grazie al sito HIKR, ho inventato nuovi percorsi che, come le ciliegie mi hanno attirato in continue scoperte. Da qui a farne un elenco, e subito dopo una top teen, il passo è stato breve. Ci provo.
 
N. 1 - Cima Saler
La definisco la "cima inaspettata". Ero partito con l'idea di andare al Proman. Sbagliato! prendo la prima salita poco sopra Colloro e mi ritrovo in un mondo alpino incredibile. Una bellissima valletta si apre di fronte a me. Arrivo prestissimo e alle 8 sto facendo colazione in cima. Una giornata incredibile, sensazioni uniche.
 
N. 2 - Tignolino
Ci ho girato intorno tante volte. Mi attirava l'idea. Mi pareva difficile da raggiungere. Eccomi.
Val Grande selvaggia, Vista sull'Ossola e sul Lago Maggiore. C'è tutto.
 
N. 3 - Montagna Ronda
Ultima cima della Val Strona. La raggiungo nell'autunno inoltrato. Favorito dal bel tempo che non molla. Una corsa continua. Cima solitaria da raggiungere seguendo la cresta.

N. 4 - Monte Proman
Con le sue fortificazioni, le passerelle sul nulla, le ultime tracce di neve da superare, gli incredibili strapiombi e la vista finale sul Maggiore è una cima incredibile.

N. 5 - Monte Croce
Una piccola montagnola. Penso nemmeno frequentata. Ci arrivo per caso, in una giornata in cui cercavo funghi. Caldo, umido, sudore e fatica, nubi in quota. Giornata strana? Gita strana! Da non sottovalutare.

N. 6 - Usciolo e Lago di Ravinella
Il passo dell'Usciolo è ricco di storia. il Lago di Ravinella lo è di fascino. Unione perfetta.

N. 7 - Piodelle
La volta scorsa (12 anni prima) ero arrivato al Ritter Pass. Ma causa maltempo e freddo, ero tornato indietro. Questa volta, complice il bel tempo eccomi qui. Giornata mitica alla presenza degli stambecchi.
 

N. 8 - Forca del Rebbio
Programmata da tempo, giornata brutta, nuvolosa e umida. Neve e nubi basse rendono il panorama incredibile e ameno. Solo sul passo, forse come premio, si apre uno squarcio che mi permette di scattare foto incredibili. Anche il rientro non è uno scherzo.

N. 9 - Passo dell'acqua Fredda
Altra cima che mancava all'appello da tanto tanto tempo. Eccomi! Stupenda la giornata, la cima, la camminata, la discesa da un canalone inesplorato. Ore e ore di marcia solitaria. E poi la fonte! Gelata.


N. 10 - Tamier Pass
L'idea era il Tamier Horn. Ed ero pure convinto! Poi, arrivato al passo, indeciso se andare a destra o sinistra, senza ramponi (bravo ciuccio) alla fine desisto e mi accontento... la vista del lago Nero mi ripaga.

e inoltre
Cima Verosso e Cima D'Azoglio... Vi invito a leggere la recensione, non ho voluto metterla al primo posto solo perché appena fatta ne sono ancora stregato... Ma mi capirete...

i Film del 2015

Così come per i libri, la fine dell'anno, consente di fare un riassunto dei migliori film visti durante il 2015. Premetto sempre che, io richiamo nel mio girovagare cinematografico, anche film del passato recente o meno e che mi capitano a tiro.
Non è quindi una carrellata di prime uscite, ma di film, magari pure rivisti, che mi hanno appassionato, divertito, spaventato e comunque lasciato qualcosa, nel corso dell'anno appena trascorso.
 
N. 1 - In the heart of the sea
Non posso che decretarlo il migliore film dell'anno. La storia cinematografica di Moby Dick e di come è stato scritto l'omonimo romanzo da Melville è bellissima, solida, avvincente. Colori, suoni, luci, dialoghi, costumi: tutto affascina. 10 e lode. Ron Howard convince, Chris Hemsworth, tolti i panni di Thor diventa un marinaio forte e capace che saprà confrontarsi (pur sconfitto) con le forze della Natura e uscirne più forte.

N. 2 - Exodus
Uscito tra mille polemiche, questo filmone di altri tempi (quando a cinecittà si giravano i vari Sansone e dintorni) riapre la piaga dei rapporti tra ebrei ed arabi, ripercorrendo, non senza licenze poetiche, la fuga verso Israele degli ebrei. Bellissima interpretazione e ottimi effetti speciali. Come già scritto, l'unico fuori luogo è Dio. E l'unico realmente umano è il Faraone, per cui si finisce per parteggiare. Regia di Tony Scott, Christian Bale deve interpretare un personaggio dibattuto tra mille dubbi e paure. Irriconoscibile John Turturro nel ruolo di Seti..
 
N. 3 - Interstellar
Questa è fantascienza. Questo è viaggiare nel tempo. Questo è catastrofismo. Grandissima interpretazione, bellissima storia. Grazie alla regia di Christopher Nolan, ci troviamo a dover affrontare il più antico dei dilemmi: per salvare (forse) i miei figli, devo perderli per sempre. Il viaggio epico, con ritorni nel tempo, ci tiene incollati dall'inizio alla fine del film.

N. 4 - Into the Woods
Un idea geniale. Nel bosco si mescolano le fiabe e le storie a noi più note... Questo incredibile mélange trasformerà tutto e tutti. E' una metafora della vita: vogliamo veramente che i nostri desideri siano esauditi? 

N. 5 - Necropolis
Claustrofobica. Girato come un falso documentario secondo la tecnica del found footage ci trascina in un terribile viaggio nel tempo e nelle viscere del sottosuolo parigino... Pauroso e intrigante. Ogni personaggio viene posto di fronte ai propri errori in un viaggio nella coscienza e nella ricerca di sé.

N. 6 - Crimson Peak
Paura, passione, desideri inconfessabili..

N. 7 - Frankenstein Junior
Un classico senza tempo. La parodia del Frankenstein di Mary Shelley, grazie alla genialità di Mel Brooks trasforma un horror in una incredibile presa in giro delle nostre paure. L'inventore è un imbecille, il Mostro è un buono, l'assistente è un incapace, ogni occasione è buona per divertirsi. Persino la folla inferocita viene a più miti consigli quando si rende conto di trovarsi di fronte ad una "mente" (quella del mostro certamente) illuminata. Geniale e inaspettata la gobba mobile di Igor... Da vedere e rivedere. 

N. 8 - Everest
La montagna presa sotto gamba, l'avventura ad ogni costo. Storia vera di una tragica serie di errori e sottovalutazioni che portarono al disastro (e non fu il solo caso) una spedizione alpinistico/turistica sulla montagna più alta del mondo. Film del 2015 diretto e co prodotto da Baltasar Kormákur. I motivi di ognuno degli scalatori vengono a nudo, quando di fronte alla montagna ed ai limiti dell'uomo (ed alla sua incapacità) occorre fare i conti con la morte.

N. 9 - Selma, la strada per la libertà
Cosa deve fare un leader per raggiungere l'obbiettivo e non perdere la fiducia della sua gente?
Film del 2014, diretto da Ava DuVernay riprende la storia americana in un momento di grande cambiamento: la marcia da Selma a Montgomery che avviò le lotte per i diritti civili dei neri d'America. Vincitore di numerosi premi, tra cui Oscar e Golden Globe, emerge un grande, anzi grandissimo Martin Luther King, ottimamente interpretato da David Oyelowo.

N. 10 - Automata
Storia amara, di un futuro ove le macchine, a causa di un cataclisma, si devono sostituire nello svolgere i lavori che gli uomini (decimati e rinchiusi in megalopoli) non possono più fare. Ottima interpretazione di Banderas, per una volta senza gallina e impasti di dolci..

e inoltre
In ordine di sparizione - Una storia criminale nord europea, fatta per ridere a denti stretti...
Alla ricerca di Vivian Maier - Documentario su una grandissima fotografa riscoperta per caso.

Finale col botto (alpinistico)

 
Grazie ad HIKR seguo da tempo una serie di camminatori/alpinisti/appassionati come me delle cime e dei silenzi alpini... In particolare Max64 mi aveva colpito per le belle descrizioni sia tecniche che delle sensazioni dettate dai luoghi attraversati. Decido così di contattarlo per lanciare un'uscita senza alcun vincolo. Mi risponde e concordiamo una cima: il Verosso, in val Bognanco.
Anche se gioco in casa (da buon ossolano) è una cima che non conosco. Accetto quindi volentieri e ci si vede il mattino all'ingresso dell'autostrada. Quello che segue è la storia di un escursione, ma anche la nascita di un intesa immediata. Trovato il passo giusto, chiacchierato di tutto un po', riso tantissimo. Tre volte contento. Di aver conosciuto una persona veramente in gamba, di aver fatto una bellissima salita e ... di aver aggiunto una seconda cima: infatti, giunti in vetta una prima volta, decidiamo che la giornata non può finire così.
 
Partiamo quindi per il D'Azoglio, un cima di oltre 2.600 metri che si osserva nei pressi.
Concordato un possibile itinerario, ci gettiamo sulla cresta che dopo 1 ora e 1/2 ci porta alla nuova vetta. Il resto lo fa il bellissimo meteo (29 Dicembre con sole e assenza di neve) i colori, la passione per la montagna.
I bellissimi panorami si susseguono e si fa fatica a decidere cosa non guardare, cosa privilegiare.

 Rientriamo che è oramai buio, con ancora negli occhi una bellissima esperienza e la speranza di ripetere, nel prossimo anno, altre escursioni.
 

Bello il contrasto, tra parete sud al sole e nord innevata...
 


venerdì 1 gennaio 2016

i Libri del 2015


Devo precisare che non è stato un anno di grandissime letture (in termini numerici) causa il concomitante impegno legato al corso di Inglese. Consultando Anobii, sito che consiglio a tutti gli appassionati, riscontro 55 libri, 12.886 pagine... certo molte meno delle 18.000 del 2015... ma non si può arrivare dappertutto e nella vita ho altri impegni che richiedono la mia attenzione. Tuttavia la mia passione può dirsi soddisfatta anche quest'anno.

N. 1 - L'Eternauta
L'avevo letto nella versione economica (quella con La Repubblica per intenderci) stampata in piccolo e con grafia sbavata... ma mi aveva preso tantissimo. Capace di rapirti come un tango argentino, triste, come la storia dei suoi inventori. La fantascienza allo stato puro. Ora, riesco a mettere le mani sulla versione lusso (regalo di compleanno) disegni puliti, nuove vignette, fantastico. Vince a pieni voti il primo posto di quest'anno.
 
N. 2 - Moby Dick
Entriamo nel classico. Signori, questa è leggenda. Chi non conosce il capitano Achab e la sua lotta con la balena bianca? E chi non l'ha mai letto pensandolo un racconto per ragazzi, si ricreda... Letteratura allo stato puro.
 
N. 3 - La Sfida
Norman Mailer scrive uno dei più bei libri di sport di tutti i tempi. E' il 1975, siamo in Zaire e la lotta sul ring è tra Cassius Clay (Muhammad Ali) e il campione del mondo dei pesi massimi George Foreman. La natura, l'ambiente, l'Africa e poi l'intero mondo sportivo trattiene il fiato attendendo l'esito di questo scontro tra titani. Una scrittura trascinante.

N. 4 - Buongiorno Los Angeles
James Frey scrive un racconto plurale. Ogni singolo personaggio insegue un suo personale sogno. Ed ognuno diventa parte di una corrente che trascina gli eventi, plasma la vita di tutti. Geniale l'idea di dedicare ogni capitolo ad una storia e farlo ripetere a cadenza regolare... le vite si mescolano, come nella quotidianità e noi siamo incuriositi di scoprire cosa troveremo girando pagina.. (come ha scritto Francesco Sasso) è uno stile da copione cinematografico..

N. 5 - Una pantera in cantina
Amos Oz centra ancora una volta l'obbiettivo. Siamo a Gerusalemme nel 1947 e di fronte ad un bambino ebreo di dodici anni scorrono gli eventi che porteranno alla nascita dello Stato di Israele.
Paragonato a "I sentieri dei nidi di ragno" questo romanzo è un inno alla fine della innocenza.

N. 6 - Per i sentieri dove cresce l'erba
Knut Hamsun, norvegese, Premio Nobel per la letteratura, collaborazionista con l'occupante nazista, decide di trasformarsi in paria nel momento in cui a guerra finita e quindi senza alcun vantaggio evidente, definisce Hitler un grande statista. E' la sua fine civile.
Questo romanzo ne parla, in modo lieve ma al tempo stesso senza fronzoli.
Al netto della condanna, siamo di fronte ad un grandissimo scrittore.

N. 7 - Lo straniero
Albert Camus scrive questo romanzo nel 1942.
Un uomo di origini francesi commette un omicidio e viene arrestato e condannato a morte. Non si difende non si lamenta, accetta il fato. Perché? La domanda rimane senza risposta... o forse no.

N. 8 - Il nudo e il morto
il più bel romanzo di guerra ambientato durante il secondo conflitto mondiale nel Pacifico. Oltre allo scontro tra Americani e Giapponesi, assistiamo allo scontro tra diversi modi di intendere la guerra e in fondo di intendere la vita. E' ancora Norman Mailer, lo scrittore capace di stupirci. Grandioso.

N. 9 - Cartongesso
Finalmente un italiano, con una storia di casa nostra. Siamo nel Veneto profondo, in piena Tangentopoli e dintorni... Non è un bel quadro quello che ne emerge. Da leggere tutto d'un fiato per la capacità narrativa senza eguali. Francesco Maino ci fa vedere furbizie, falsità e ignobili azioni travestite da risentimento nordista contro lo Stato ladrone... solo per truffare tutto e tutti.

N. 10 - Americana
Semplicemente enciclopedico. Da leggere a spizzichi e bocconi o tutto d'un fiato. E' la guida per capire gli States!!! Da avere assolutamente. Io l'ho letta in formato elettronico. Più facile da trascinarsi in giro...
 

e inoltre
- La Famiglia Karnowsky di I. J. Singer;
- Cosa sognano i lupi - di Yasmina Khadra;
- L'ultima notte del rais - sempre Yasmina Khadra.

ciao Lemmy


Ian Fraser Kilmister, detto Lemmy, icona della musica metal e punta di diamante dei Motörhead, è morto all'età di 70 anni a pochi giorni dall'aver scoperto di avere un tumore al cervello.
Inutile nascondersi dietro un dito, ad una capacità di front man e di musicista fuori dall'ordinario, ad una forza dirompente con la sua musica, all'essere sempre sul palco dove c'era da fare casino, si è affiancato un modus vivendi basato sull'eccesso...
Eccesso che lo ha portato molto presto a ritrovarsi un fisico decisamente minato... lui l'ha presa con molta filosofia, decidendo di percorrere sino in fondo la china del personaggio brutto, cattivo e dannato.
Ciao Lemmy, ovunque tu sia, continua a fare casino. 
 
 
 

Referendum? no, grazie.