sabato 31 agosto 2013

I sommersi e i salvati - Levi

Nutro grande passione per gli scritti di Primo Levi, sia quelli generati dall'esperienza del lager che quelli del suo mestiere di chimico.
I sommersi e i salvati appartiene alla prima fase. Ed è un evoluzione del pensiero, una sorta di terzo capitolo dopo  "Se questo è un uomo" e "La Tregua".
Scritto nel 1986 è una profonda analisi dell'universo concentrazionario partendo dalla propria esperienza di prigioniero ed estendendo alle persone incontrate questa lucida valutazione del concetto di "sommerso" e di "salvato".
Diviso in sette capitoli, si sprofonda lentamente in un preciso laboratorio ove i singoli si trasformano i "tipi umani" con azioni e ragionamenti destinati a creare il discrimine tra il salvarsi e morire.
Non è una lettura facile. Ma è una lettura necessaria. Per non dimenticare, e perché può accadere ancora.

venerdì 30 agosto 2013

B.C. Fumetto

Nasce nel 1958 dalla matita di Johnny Hart il fumetto B.C. Before Christ (avanti Cristo in italiano).
E' una preistoria tutta particolare quella che vi è rappresentata. Cosa mai ci sarà da ridere in un mondo piatto, con vulcani, dinosauri, formichieri e formiche e due donne (di cui una brutta e cattiva)?
E invece pare che il  tempo per annoiarsi non ci sia, per il semplice fatto che, al netto dei gadget tecnologici che ci attorniano, l'uomo resta sempre tale, con i suoi dilemmi, le sue folli pensate, le sue meschine idee e i suoi voli pindarici.
Così abbiamo la ruota ma non sappiamo che farcene, abbiamo i fiammiferi ma si accendono allungano un braccio al cielo e aspettando un fulmine, abbiamo le caverne ma sono sporche e per nulla ambite.
Il protagonista è un uomo quasi evoluto, privo di peli e che pratica sport, incide scritte su lastroni di pietra, usa conchiglie per pagare la merce, c'è lo psichiatra e il dottore (e come in Penauts sta tutto il giorno appoggiato ad un pietrone con la scritta che lo pubblicizza sotto).
Non sono da meno gli animali: i pochi dinosauri, una tartaruga, un serpente, un formichiere, le evolutissime formiche (con tanto di televisione), un uccello senza ali, pesci, le ostriche, tutti con i loro pensieri, le tribolazioni e le speranze in tutto e per tutto simili all'uomo. Geniale.

giovedì 29 agosto 2013

System of a Down Milano

Milano video AERIALS
Martedi 27 Agosto 2013, concerto dei System of a down a Milano. Accompagno Franca e Anna.
Ci segue una fantozziana nuvola che ci regala un acquazzone simil-uragano.
Dopo i Lacuna Coil e i Deftones finalmente dopo le 21,30 eccoli...
Un uragano di batteria e chitarre seguiti da cori, pogate e salti. Il pubblico in delirio segue ogni singolo movimento dei suoi beniamini, ogni canzone viene ripetuta e fa nascere rimandi ed eco.
Un rito collettivo da provare.





Hermann Hesse

Torno recentemente a leggere una raccolta di romanzi di Hermann Hesse.
E' come ritrovare un vecchio amico e sensazioni provate tanti anni or sono.
Complice un amicizia in Canton Ticino, conobbi questo fantastico autore, a cui si devono "il lupo della steppa", Siddharta", Narciso e Boccadoro, "La cura", "il bicchiere scrivente","Demian", poesie, dipinti, lettere, e tanto altro.
Stregato da "il lupo della steppa"
L'uomo non é una forma fissa e permanente ... ma un tentativo, una transizione, un ponte stretto e pericoloso tra la natura e lo spirito. Verso lo spirito, verso Dio lo spinge il suo intimo destino, a ritroso, verso la Natura, verso la Madre lo trae la sua intima nostalgia: tra l'una e l'altra di queste forze oscilla la sua vita angosciata e tremante.
Da "Siddharta" il poema indiano: Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po diverso quando lo si esprime, un po falsato, un po sciocco, si, e anche questo è un bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d'uomo suoni sempre un po sciocco alle orecchie degli altri.
Ogni suo testo mi ha regalato qualcosa, e ogni ultima pagina mi ha costretto a riflettere.
E' l'originalità, l'aver vissuto quel che scrive sulla propria pelle e nel proprio animo a fare di questo scrittore un attuale interlocutore per i giovani e un rimedio alla difficoltà nel crescere.


lunedì 26 agosto 2013

Gita in bici

Cosa c'è di meglio di un giro pomeridiano in bicicletta? Ed eccoci qua la domenica pomeriggio intorno ai laghi di Varese, Palude Brabbia e Lago di Comabbio.
 La pista ciclabile è bellissima, in mezzo al verde e con scorci di natura.
 La Palude Brabbia, appena ti fermi il rumore dei pennuti ti assale. Altro che silenzio. Non c'è tregua!
 La solita casetta alpina portata qui in basso. Quante volte mi sono fermato a guardarla e fotografarla? Mi piacerebbe averla nel giardino di casa.
 Anche sul tratto urbano la pista ciclabile è piacevole, eccoci qui a Comabbio.
Nuvoloni neri consigliano il rientro anticipato. Tanto ormai il giro è finito e le gambe bollite.

il sentiero dei nidi di ragno - il libro

"Questo romanzo è il primo che ho scritto; quasi posso dire la prima cosa che ho scritto, se si eccettuano pochi racconti. Che impressione mi fa, a riprenderlo in mano adesso? Più che come un'opera mia lo leggo come un libro nato anonimamente dal clima generale d'un epoca, da una tensione morale, da un gusto letterario che era quello in cui la nostra generazione si riconosceva, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale".
"Le letture e l'esperienza di vita non sono due universi ma uno. Ogni esperienza di vita per essere interpretata chiama certe letture e si fonde con esse, Che i libri nascano da altri libri è solo apparentemente in contraddizione con l'altra: che i libri nascano dalla vita pratica e dai rapporti tra gli uomini".
"La memoria o meglio l'esperienza, che è la memoria più la ferita che ti ha lasciato, più il cambiamento che ha portato in te e che ti ha fatto diverso".
Traggo da questo libro solo alcuni spunti, gli ho dato il massimo dei punti su "Anobii" perché lo meritava; lo meritava per la bellissima premessa, bella quasi più del romanzo, per la geniale scelta di far interpretare ad un bambino questa vicenda di "grandi" ed ai suoi occhi ed ai suoi pensieri dare voce al romanzo.
E' altre sì bellissimo seguire i pensieri del commissario politico Kim, che durante il suo cammino nella notte cerca di darsi un motivo per giustificare la guerra civile e il perché una parte ha torto e una ragione.
E' infine bella la freschezza con cui la Storia viene descritta, senza fanfaronate, senza eroismi, solo perché ogni uomo di fronte alle scelte della vita è se stesso e null'altro.

domenica 25 agosto 2013

L'evocazione

Partiamo dal titolo: The Conjuring. fare apparire, evocare.
Io credo sia più corretto tradurlo come l'invocazione. Perché? lo vado a spiegare.
La famiglia Perron compra una casa all'asta, ci si trasferisce (2 adulti, 5 bambine) e comincia a notare che qualcosa non va.
Gli orologi si fermano tutti alla stessa ora 3,07 del mattino...
Rumori e cigolii si sentono per tutta casa, porte che si aprono e si chiudono da sole, ma il bello deve ancora venire.
I quadri della famiglia, attaccati al muro delle scale, cadono in terra uno dopo l'altro.
Dietro una parete in legno, che si rompe causa un calcio incauto, si apre la scala che porta alla cantina.
Dietro un armadio nella stanza, rotto un altro tavolato in legno, emerge una stanzetta ove un bimbo (morto in quella casa) teneva i suoi giochi.
La demonologa Lorraine Warren, contattata per un consulto, cade in una buca nel pavimento in legno e si ritrova in cantina; cantina nella quale rimane intrappolata dopo essere caduta dalle scale anche la signora Perron.
Che pensare? CHE OCCORRE UN FALEGNAME! Ecco cosa c'è da pensare.
E magari un giardiniere, che tagli quel minchia di albero morto che toglie la vista al bellissimo lago. 
E magari un esperto ornitologo che spieghi ai piccioni che a sbattere contro la casa ci si rompe l'osso del collo.
E una visitina al catasto? Da li si sarebbe scoperto che la precedente proprietaria una certa signora Bathsheba, oltre a non pagare l'IMU e la TARSU, aveva fatto sparire un agente di EQUITALIA presentatosi alla sua porta per la riscossione degli arretrati. L'ultima parola del funzionario era stata "Brutta strega, ti confisco la scopa".
Ecco l'abitazione come appare prima degli ampliamenti eseguiti e poi sanati con il condono edilizio del 1985.
La veranda è stata chiusa per ricavarne un paio di locali e il sottotetto, pur in assenza di altezza è diventato appartamento da affittare. Una vergogna! La mancata verifica dei cementi armati ha portato a scricchiolii e rumori notturni di ogni tipo.

Cosa centra la demonologia in tutta la vicenda? Nulla!
E' un tentativo, peraltro maldestro, per ingannare i tecnici del catasto e non far notare il volume realizzato in area soggetta a vincolo paesaggistico.
Per tenere lontani i funzionari del governo, si tenta di tutto: bambole mosse con la manina da sotto, battimani fatti da nani nascosti negli armadi, vecchie strappate a forza dalla Menotti e Bassani e costrette a nascondersi sugli armadi e sotto i letti per terrorizzare i bambini, sedie che si ribaltano sottosopra al soffitto (con una fin troppo visibile corda), cani che vengono riempiti di Ciappi sino a morire di diabete, e poi la vicenda potrebbe continuare a lungo ma per fortuna il regista si stanca.
Detto questo il film è bellissimo.


Città, Territorio e Mezzogiorno in Italia

Scritto nel 1977 questo libro affronta, attraverso una serie di lezioni, la dinamica dell'urbanistica e delle politiche territoriali che hanno riguardato il territorio italiano ed in particolare il Mezzogiorno d'Italia.
Quello che ne emerge è un quadro devastante e devastato del patrimonio urbano a partire dallo spreco delle risorse, la distruzione dell'esistente, l'arretratezza della legislazione.
Il costruire a spot, senza una versa programmazione urbanistica e sociale ha portato allo scempio che è sotto gli occhi di tutti noi.
Profetico. Anche perché le scelte praticate sul territorio non si cancellano mettendoci davanti un alberello come per certi progetti architettonici. Purtroppo no.

Osservazioni elementari sul costruire

Inizialmente "Hausbau und dergleichen" questo testo, scritto da Heinrich Tessenow nel 1916, fa della semplicità la sua forza.
"Se oggi vogliamo costruirci una nuova casa oppure arredarci un appartamento o comunque se intendiamo occuparci seriamente di una cosa, che sia in una certa misura durevole, ci rendiamo subito conto che si tratta di una operazione incredibilmente complicata: conosciamo ed amiamo quasi tutto, il molto antico e il molto moderno, il grosso e il sottile, ecc. e alla fine non sappiamo cosa scegliere".
"Nulla ci sarà nemico quanto la superficialità, dovremo continuamente ripetere a noi stessi: se questo é necessario, che sia poco, ma che sia l'essenziale da ogni punto di vista".
Perché leggerlo? Nella sua semplicità nasconde spunti di una chiarezza disarmante, utili per chi voglia approcciarsi al "mestiere" dell'architetto senza pregiudizi o eccessi. Perché semplice non vuol dire banale, ma al tempo stesso linearità, ricerca del necessario e libertà dai fronzoli possono fare dell'architettura la vera scienza dell'abitare.
Questa sua visione dell'architettura contribuì alla sua esclusione dalla storiografia ufficiale per molti anni e il suo lavoro fu spesso frainteso e associato ingiustamente all'architettura di regime della Germania nazista.

Dejà vu - il film

Un film con Denzel Washington è già di per se un bel film, se poi lo facciamo dirigere da Tony Scott abbiamo già ottenuto un buon risultato.
A seguito di un attentato che causa oltre 500 vittime, l'agente Doug (Denzel) scopre che l'autore della strage ha ucciso poco prima una donna.
Coinvolto in una squadra che usa strumenti d'avanguardia (una sorta di visione nel tempo per un breve periodo e per una zona circoscritta) decide di concentrare le indagini sulla donna e non sull'attentato.
La morte della donna lo porterà all'attentatore. Ed infatti è così.
Quando scopre la possibilità di tornare indietro nel tempo, Doug si fa rispedire indietro per salvare la donna e cercare di sventare l'attentato.
Ben costruito, basato sul concetto di "Cronovisore" ipotizzato da Asimov, per gustarlo appieno bisogna accettare alcune stiracchiature del concetto di viaggio nel tempo e di sovrapposizione di universi; fatto questo il resto è una passeggiata :)

sabato 24 agosto 2013

A funghi con papà

Una delle cose che amo fare è andare a funghi con papà. Mentre ci addentriamo nel bosco mi racconta un sacco di aneddoti. Quando poi ci distanziamo, sento il fischio che mi segnala la sua posizione.
Anche a tornare a mani vuote, non torno mai a casa senza niente.
Ecco un ingorgo di funghi !
Qualcuno è arrivato prima di me.
Un alpeggio.
Ed ecco il frutto della ricerca. Ottimo inizio di stagione!



mercoledì 21 agosto 2013

Le tappe del pensiero sociologico

Posseggo questo libro da oltre 20 anni e di tanto in tanto lo rileggo volentieri.
Benché scritto nel 1965 e aggiornato sino al 1989 (la mia edizione) ha ancora tante cose da dire.
La sociologia, la scienza che studia la realtà sociale in quanto tale, è nata solo due secoli fa, quando la rivoluzione industriale - con l'affermazione della borghesia e l'affacciarsi del proletariato sulla scena della storia - ha creato la necessità di rinnovare le antiche strutture sociali di origine medievale.
Raymond Aron (deceduto nel 1983) ha indagato in molti anni di insegnamento e di ricerca le origini della sociologia moderna.
In questo libro Aron espone il pensiero dei fondatori della sociologia: Montesquieu, Comte, Marx, Tocqueville, Durkeim, Pareto, Weber, attraverso i quali l'autore ci fornisce i termini fondamentali della problematica sociologica, che dibatte oggi l'antitesi tra sociologia storica e sociologia empirica.
Il testo paga il periodo storico legato all'esistenza dell'Unione Sovietica, in una ricerca ed un confronto tra società democratica e società socialista. Prendiamola come un interessante relitto storico.

La città e le mura

"La città e le mura" è un libro scritto a più mani e pubblicato nel 1989 da Laterza.
Curatori sono Cesare de Seta e Jacques Le Goff, due nomi che da soli danno l'idea della serietà dell'opera.
Parlare di città e mura è dover necessariamente parlare di una presenza e di una assenza.
La presenza, ove ancora visibile e nello studio storico delle aree urbane, per capirne tutte le implicazioni dal punto di vista sociale, culturale, politico, dell'igiene e della salute, della sicurezza, militare e infine dell'appartenenza ad una comunità.
L'assenza, perché le mura anche quando vengono meno, lasciano memoria, nel creare spazi pubblici per circonvallazioni, nuove costruzioni, ampliamenti più o meno pensati.
Dalla città murata nella Castiglia Medievale, alle città fortificate della Sicilia del 500, Parma e Piacenza, Torino da Castrum a Capitale, le mura inutili di Napoli, le mura di Parigi, ogni tassello di questa storia ci porta a riflettere sulla nascita urbanistica della città e sul senso di inclusione che le mura hanno contribuito a creare.
Bellissimo l'esempio riportato nell'immagine del "Buon Governo" di Lorenzetti: la cinta muraria evidenzia un "dentro" ed un "fuori". Ordine da un lato e servizio alla città dall'altro.
Senza quelle mura tutto ciò non ci sarebbe stato. Chi creda nell'evoluzione urbana come mera casualità di eventi è totalmente fuori strada e questo libro lo dimostra.

L'entrata in guerra - Italo Calvino

"Più s'inoltrava nella sua vecchiaia, più la sua polemica col mondo si concretava in quell'alzarsi presto, in quell'essere il primo in piedi in tutta la campagna, in quella perpetua accusa verso tutti: figli, amici, nemici, d'essere un branco d'inutili infingardi. E forse i soli momenti suoi felici erano questi dell'alba, quando passava col suo cane per le note strade, liberandosi i bronchi dal catarro che l'opprimeva la notte, e guardando pian piano dal grigio indistinto nascere i colori nei filari delle vigne, tra i rami degli olivi, e riconoscendo il fischio degli uccelli mattinieri uno per uno."

il libro é formato da tre racconti:
Gli avanguardisti  a Montone
il viaggio come avanguardista a Montone diviene occasione di ripensamento sull'insensatezza della guerra.
L'entrata in Guerra
Si attendeva l'entrata in guerra, ma cosa cambia per un giovane nel periodo fascista? Pensieri, paure e spensieratezza si mescolano. L'arrivo degli sfollati diviene motivo di crescita.
Le notti dell'UNPA
Un obbligo, quello di sorvegliare la scuola durante l'oscuramento, diviene motivo per divertirsi e uscire dai binari della quotidianità. Ma ben presto ci si accorge che la trasgressione non è come la si era immaginata.
Pur permeati da un evidente neorealismo, i racconti cercano di riscoprire i percorsi di una coscienza morale perduta negli anni del Fascismo o meglio di ritrovarne tracce in un periodo visto negativamente ma, per ovvie ragioni anagrafiche, vissuto in prima persona nella adolescenza della propria vita.


martedì 20 agosto 2013

I ventitre giorni della città di Alba

Con questa raccolta di brevi racconti, Beppe Fenoglio vuole raccontare un Italia che a mezzo tra una Guerra persa, una Guerra Civile senza vincitori ne vinti (o meglio composta di soli sconfitti) ed un dopoguerra denso di incertezza e mancanza di speranze, prova a darsi un perché.
I partigiani ne escono male. Al di la delle divisioni (comunisti, garibaldini, badogliani, azzurri e rossi) viene sottolineata l'inadeguatezza di chi fuggiva in montagna per combattere il morente regime fascista.
Ogni singolo personaggio è accompagnato dai suoi dilemmi: il passato appena lasciato (la mamma, il letto caldo, una quasi morosa), il presente incerto (la paura di morire, la paura di non essere accettato) ed un futuro completamente da scrivere e non privo di incertezze, vede da entrambi i lati del conflitto persone prive di tutto che a seconda dei casi giocarono la grande partita della vita.
Anche i racconti che riguardano il dopoguerra non perdono di smalto, dando il senso della trasformazione non ancora raggiunta e della ricerca di stabilità.
In un Italia contadina e retrograda che vuole cambiare ma che poi non riesce andare oltre schemi antichi e prefissati. Di miseria, di sconfitta, di rinuncia.

lunedì 19 agosto 2013

Gita a Graglia 3

Questa fantastica bilancia della Ditta Grasso di Genova Nervi non è funzionante. In passato dava un cartoncino riportante il peso di chi ci saliva. Di bilance così non se ne vedono più !
L'interno del Santuario di Graglia è una continua scoperta ! Gli altari si susseguono... Qui sotto la riproduzione della Casa di Maria a Loreto.
 Ecco da dove partono i comandi per le campane! Accidenti, non ci arrivo :)
 E qui che cosa c'è? La Fonte Lauretana! Io pensavo fosse cinese...

sabato 17 agosto 2013

Gita in moto al Santuario di Graglia

Parto per una gita in moto. La prima tappa è Borgomanero, dove mi fermo per la colazione. Gnam!
  Dirigendomi verso il Santuario di Graglia attraverso Muzzano, ecco l'interno della chiesetta.

e l'esterno con la piazza.
Un busto ricorda un benefattore. Adolfo Rivetti. 
Grazie alla lana divenne ricco e come molti degli industriali del suo periodo storico, sopperì alle mancanze dello Stato realizzando servizi per la sua comunità.

giovedì 15 agosto 2013

Ferragosto

Per i riti legati all'agricoltura Ferragosto è un periodo dell'anno particolarmente importante: le fatiche del raccolto di cereali volgono al termine e in vista c'è la raccolta di uva e olive.
E' un momento buono per riposarsi e fare riti propiziatori per l'inverno che incombe.
L'imperatore Augusto nel 18 a.C. istituì le Feriae Augusti quale festività per commemorare il passaggio di stagione. Pur mutando nel tempo con il Cristianesimo e recentemente con il Fascismo, Ferragosto è rimasta la festa che conclude un ciclo. 
Gita fuori porta, grigliata, viaggio, riposo. Questo è oggi il 15 Agosto.
Via con la griglia !
Per primo tocca al pollo.
E poi agli spiedini...
Un invitato in attesa del pasto :)
E per digerire ? Partita a carte, ovvio...

Anabasi