sabato 24 febbraio 2018

Tex . L'ultima frontiera

Ciò che adoro di più delle storie di Tex, sono i paesaggi, ed in particolare i deserti e le praterie... un poco meno il grande Nord, il freddo e la neve... che ritengo meno consoni al nostro eroe ed alle sue avventure... vabbè, è un mio punto di vista... Questa bellissima storia mi viene in soccorso... bella davvero, e ben disegnata!
 


"Che cosa spinge, periodicamente, Tex Willer verso le fredde terre del Nord? Per quale motivo a intervalli ciclici, l'uomo che i Navajos chiamano Aquila della Notte, sente il bisogno di lasciare gli assolati deserti dell'Arizona e le verdeggianti praterie del Montana, per spingersi verso le montagne innevate e le impenetrabili foreste del Canada?
Certo, il destino di un eroe, e, ancor di più, il destino di un eroe western -  quello di muoversi, di spostarsi, di vagabondare, da un paese all'altro, da un'orizzonte all'altro, per compiere dovunque la propria missione: combattere le ingiustizie, proteggere i deboli, assicurare alla Legge i delinquenti di turno.
Ecco perché Tex migra spesso e volentieri lontano dalla riserva dove risiede da anni per andare in Quebec, Ontario, Yukon.... per di più in questa parte d'America, vivono due suoi carissimi amici: la Giubba Rossa Jim Brandon e il trapper Gros-Jean, e per niente al mondo egli rinuncerebbe ad accorrere al loro fianco, quando qualche guaio li costringe, come spesso accade, a richiedere urgentemente il suo aiuto.
Il microcosmo che fa da sfondo a questa storia è un Canada selvaggio e suggestivo.
Qui sono passate, e continuano a passare, torme di boscaioli, barcaioli minatori, cercatori d'oro, cacciatori, mercanti, trafficanti di liquori, navigatori, ribelli e rinnegati.
Qui per tutto il diciannovesimo secolo impazzeranno i cacciatori di pellicce (di frodo, come i Coureurs de Bois o i Voyageurs) le cui razzie porteranno alla decimazione dei castori.
E' qui che incontriamo Jesus Zane, il protagonista di questo racconto, mezzosangue astuto e imprendibile antagonista, divorato dall'odio verso i bianchi, ossessionato dal ricordo di un amore perduto, che pretende di ricorrere alla più cieca e ingiustificata violenza.
Romantico e maledetto è un personaggio che corre verso il suo destino. Un demonio uscito dall'inferno.
La storia si rifa agli scritti di Zane Grey, romanzi sulla fondazione dlla nazione americana, su Lewis Wetzel, spietato uccisore di indiani, detto il vento della morte, ripreso poi da Hugo Pratt nel bellissimo Wheeling.
E qui intervenie il nostro Tex che deve riuscire a capire dove finisce il torto e dove inizia la ragione, in una storia piena di colpi di scena immersi in un'ambiente magico e inospitale al tempo stesso".


giovedì 22 febbraio 2018

Ameno e Lago D'Orta 1989

Era il 1989, quando in giro per il Lago d'Orta, io e Stefano fotografavamo, disegnavamo, progettavamo, facevamo ricerche storiche ed architettoniche... libri, documenti, foto, interviste... in un clima di spensieratezza, dato dai nostri vent'anni e poco più... il mondo ci apparteneva, ogni cosa ci incuriosiva e ci dava tempo per riflettere, scoprire nessi tra ambiente, costruzioni, storia, lago e tradizione, cibo e persone... per questo motivo mi sono innamorato di questi luoghi....
Persino le scritte sui muri... oramai consumate dla tempo e con evidenti errori ortografici... attiravano la nostra attenzione...

Ameno, un piccolo borgo posto sulle colline del lago d'Orta... storia e architettura... fede e civiltà laica... romantico...

La piazzetta di Orta e in lontananza tra la nebbia, la famosa isola di San Giulio....

 
 

 

 

Tex - Gli assassini

E' del 1998 questo Albo Speciale di Tex, che vede impegnato il nostro eroe a rincorrere una banda di assassini senza scrupoli, prezzolati dai soliti ricchi latifondisti che, usando le maniere spiccie vogliono ampliare le loro proprietà. In questa vicenda, resta gravemente ferito Kit e non é da meno il trattamento subito da Tiger... Sarà il solito Tex, questa volta con un alleato inaspettato, a far giustizia... Una storia di fantasia che però basa le sue radici su vere situazioni del passato ed una realtà storica poco nota ma tutt'altro che rara...
"Siete in lite con il vostro vicino per una questione di confini? Avete a che fare con qualche sindacalista troppo intraprendente del quale vorreste liberarvi? Esiste un appezzamento di terreno che vi fa gola ma il legittimo proprietario non si decide a vendervelo? Avete, insomma, un conto da regolare con qualcuno e, sfortunatamente, il codice penale non è proprio dalla vostra parte?
Niente paura: stiamo lavorando per voi.
Questo doveva essere il motto di quei pistoleros dal tasso di scrupoli uguale a zero, che, nel selvaggio West, si dedicavano alla risoluzione dei problemi di chiunque fosse allergico ai vincoli della legge e potesse permettersi di scucire un pò di bigliettoni.
In un paese in cui ogni passo in avanti verso la prosperità e la sicurezza rappresentava una vittoria pagata a caro prezzo, c'era chi avrebbe commesso qualsiasi bassezza pur di proteggere ciò che aveva conquistato, o per conquistare ciò che non era ancora riuscito ad ottenere.
Così quando le dispute per i confini, le speculazioni fondiarie, le vertenze sui corsi d'acqua, le controversie sui giacimenti auriferi o la concorrenza tra le case da gioco giungevano al culmine, ecco apparire come dal nulla gruppi di gunfighters pronti a tutto, richiamati dal telefono senza fili della violenza e dell'avidità.
Duri e spietati mercenari dell'omicidio, questi uomini senza legge né identità, avevano i loro centri di raduno, come Paris, nel Texs, o Cheyenne, nel Wyoming dai quali partivano per i raid devastatori e le spedizioni punitive.
Poi, finito il lavoro e intascato il prezzo della loro sanguinosa prestazione, scomparivano oltre l'orizzonte, nell'anonimato dal quale erano venuti".

L'Europa della Preistoria

Altra recensione di un testo scolastico. "L'Europa della preistoria", bellissimo libro che affronta l'esordo del metodo del radiocarbonio e lo scombinarsi delle teorie degli archeologi, di fronte alle novità scientifiche inoppugnabili di questo metodo... Interessante mestiere quello dello storico... quando sono le pietre a parlare...
 

 
"La rivoluzione del radiocarbonio ebbe luogo esattamente nel momento in cui, la storia dell'archeologia, da due punti di vista contrapposti sulla natura di questa materia come disciplina cominciavano a trovarsi in conflitto.
L'evidenza del radiocarbonio, mostrando come la tradizionale considerazione archeologica fosse sotto certi aspetti inequivocabilmente errata, dava origine e vigore al nuovo approccio processuale.
L'Europa preistorica si dimostrò essere un terreno chiave per gli esperimenti sulla nuova cronologia, anche per le implicazioni che quella cronologia aveva rispetto alla interpretazione archeologica in generale.
Questo libro narra la storia di questo confronto/scontro tra archeologia classica e utilizzo del radiocarbonio, della nascita della cronologia tradizionale e dell'impatto decisivo che su di essa ebbe la datazione al radiocarbonio.
In qualche modo, questo trauma cronologico non è stato benefico per l'archeologia europea poiché ha spesso distratto l'attenzione dai problemi teoretici reali.
I quattro presupposti del metodo del radiocarbonio: 1. la vita media del radiocarbonio; 2. l'assenza di contaminazione; 3. la distribuzione mondiale uniforme del radiocarbonio; 4. la variazione nel tempo della concentrazione atmosferica del radiocarbonio".
 


martedì 20 febbraio 2018

Storia dell'età della pietra

Altro interessante testo legato alle mie vicende scolastiche. Questa storia dell'Età della Pietra mi ha illuminato sul nostro lontano passato.... Ben scritto.
 

"Le trattazioni complessive sull'età della pietra sono rare, se si prescinde dalle presentazioni dei reperti dell'età della pietra in singole aree, e da alcune sintesi sommarie.
Eppure è un fatto che l'età della pietra, con i suoi due periodi così profondamente diversi, il Paleolitico dell'età glaciale ed il Neolitico dell'età post-glaciale, ha attirato su di sé da oltre un secolo un forte interesse, non solo nell'ambito degli studi specializzati di preistoria, ma anche da parte di un vasto pubblico interessato ai problemi storici.
Questo interesse si rivolge all'età della pietra principalmente come alla parte più antica della storia universale della umanità.
Nella stessa misura in cui va assumendo importanza questo suo aspetto di storia universale, si accresce anche l'interesse per quell'aspetto delle trattazioni sull'età della pietra che concerne la conoscenza delle fonti archeologiche, giacché si sente l'esigenza che il problema degli inizi della nostra evoluzione storica, così importante sotto molti aspetti per la conoscenza di noi stessi come individui e come comunità, sia affrontato dalla ricerca preistorica, al di là da possibili indagini speculative, con un approccio empirico ed una impostazione scientifica.
Se dunque si considera l'importanza di trattazioni sull'età della pietra che facciano costantemente riferimento alle fonti e rispecchino l'attuale stato degli studi è sorprendente notare, quanto di rado esse siano state finora intraprese.
Pertanto il presente volume, tralasciando le parti che servono principalmente alla classificazione specialistica e alla documentazione, si limita a quelle che espongono una interpretazione storico - culturale".

Storia dell'architettura europea

Se non tutti, oserei dire, quasi tutti gli architetti italiani, sono incappati in questo libro, nel corso dei loro studi universitari... io non faccio eccezione... il corso era "Storia della città e del territorio" con il Prof. Calza, l'anno era il 1988.... tanto tanto tempo fa. Un ottimo testo, tante illustrazioni utili, una base culturale utilissima... lo conservo tra i miei preferiti.
 

 
"Una tettoia per biciclette è un edificio. La cattedrale di Lincoln è un'opera di architettura. Tutte o quasi le strutture che delimitano uno spazio in misura sufficiente ad un essere umano per muovercisi, sono un edificio;
Il termine di architettura conviene soltanto ad edifici concepiti in vista di un effetto estetico.
Sensazioni estetiche possono essere provocate da un edificio in tre modi:
1. esse possono essere prodotte da trattamento della superficie, proporzioni delle finestre, reazione dei pieni coi vuoti, di un piano con l'altro, dell'ornamentazione, come le cornii gotiche del Trecento, o le ghirlande di frutti e foglie di un portico di Wren;
2. é esteticamente significativo il trattamento estetico esterno di un edificio nel suo complesso, il suo contrasto di blocco contro blocco, l'effetto di un tetto a spioventi o piano o di una cupola, il ritmo delle sporgenze e rientranze;
3. l'effetto sui nostri sensi del trattamento dell'interno, la successione degli ambienti, l'allargarsi di una navata nella crociera, il movimento maestoso di una scalinata barocca.
Il primo di questi modi è a due dimensioni; è il modo proprio del pittore.
Il secondo è a tre dimensioni e poiché tratta l'edificio come un volume, come un'unità plastica, è il modo dello scultore.
Il terzo modo è anch'esso a tre dimensioni, ma si riferisce allo spazio é proprio dell'architetto.
Ciò che distingue l'architettura dalla pittura e dalla scultura è la sua caratteristica spazialità.
In questo campo, e soltanto in questo campo, nessun altro artista può emulare l'architetto.
Quindi la storia dell'architettura è anzitutto storia dell'uomo che modella lo spazio, e lo storico deve tenere i problemi spaziali sempre in primo piano.
Questo è il motivo per cui nessun libro di architettura può rinunciare alle piante se vuol avere fortuna.
E un'epoca senza architettura è impossibile finché esseri umani abiteranno questo mondo.
L'architettura non è un prodotto di materiali e di funzioni, ma dello spirito mutevole di epoche mutevoli".

domenica 18 febbraio 2018

Greco Milanese 1989

Facendo ordine tra le mie foto (oggi i supporti informatici fanno miracoli, anche se tolgono il fascino della scoperta, la polvere, la percezione dello scorrere del tempo) mi capitano davanti agli occhi le foto che scattai nel 1989.
Esame di Arte dei Giardini, chi se lo dimentica? Eravamo in cerca di un'idea e Greco, ci apparve come la giusta soluzione... ma andiamo per gradi...
Arte dei Giardini, esame universitario particolarmente intrigante, chiedeva di occupare uno spazio urbano... perché a questo servono parchi e giardini, chiudere, ricucire, riprendere le sbavature lasciate dagli urbanistici, dagli architetti, da chi fa le case e le strade e poi gli avanza uno strapuntino...
Lontani i tempi in cui il parco, ed il parco cittadino, aveva un suo ruolo... ma in fondo, di necessità, virtù!
Partiamo così alla ricerca di qualcosa da proporre... e visto che stavo lavorando sul Naviglio della Marchesana, per un altro esame (mi sembra fosse con Maldonado), e che il Naviglio entra in città creando spazi interessanti, ci facemmo un giro... e dalle parti di Greco trovammo il grandissimo scalo ferroviario che languiva in totale abbandono... e lì nacque l'idea! Perché non farne un parco, una ricucitura? Gli esempi architettonici non mancavano, a Barcellona il recupero dell'ex scalo ferroviario faceva ben sperare... e così ci lanciammo...
Greco fu una bellissima scoperta. Un quartiere che pulsava di vita propria... no spazio che all'inizio del '900 era esterno alla città, con le sue costruzioni e fattorie e poi, con il progressivo espandersi di Milano era stato assorbito...e la Martesana poi.... da innamorarsene...
Ne valse la pena... l'esame fruttò un bel 30, ma soprattutto imparai un metodo di indagine dell'urbano, il rintracciare i segni del tempo e costruire percorsi e tracce per la progettazione futura... bellissimo.




 

Spina di pesce... quanti anni ha questo muro?

Al cimitero...



 Parchi cittadini...
Spazi ricreativi...
Lo scalo....
Brutture.... necessarie..
Lo scalo....

Utilizzi spontanei del verde residuo...

Tex . L'ultima frontiera