martedì 17 ottobre 2017

Referendum? no, grazie.

In attesa di capire quale è questa "specialità" richiamata nel testo del referendum consultivo regionale, anticipo subito che non andrò a votare.
Ritengo questa tornata referendaria uno spreco di soldi fatto apposta per dare voce alla pancia lombarda, a non risolvere nulla ed a pesare, misurare, valutare il potere del suo portavoce, il governatore H24 Maroni.
Se in questi anni di governo, costellato da scandali e ruberie, oltre che da discreta inefficienza, non sono stati in grado di costruire un'idea di Regione capace di maggiore capacità attrattiva... e dire che di soldi gliene lasciamo e anche tanti... a che serve chiedere al popolo bove... volete voi... che la Regione intraprenda ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia... ma ancora? ma siamo ancora qua? Dopo oltre vent'anni dai primi vagiti leghisti, dal Bossi in canottiera ed i cartelli in dialetto... cosa sarebbe questo? un sottoprodotto della Padania? un vorrei ma non posso? Davvero basta... me ne starò a casina comodo comodo e un poco incazzato, nel vedere come i soldi lombardi (50 e rotti milioni) vengono buttati dalla finestra per crucci da capopopolo...

lunedì 16 ottobre 2017

Santuario San Carlo al Lazzaretto

Passando da Somma Lombardo, in più occasioni avevo letto quel "Chiesa del Lazzaretto", che mi aveva incuriosito e per la quale mi ripromettevo di dare un'occhiata... è così capitata l'occasione.
Dalla statale del Sempione, sempre molto trafficata, si passa il ponte sulla ferrovia e dopo poche centinaia di metri ci si ritrova in un altro mondo. Silenzio, natura, quiete e pace... un lungo viale sul cui fondo osservo questo edificio, in cima ad una scalinata circondata dal verde e da cappelle a rammentare la Via Crucis...
Peccato sia chiusa... le giro intorno e scatto qualche fotografia... cercando in rete scopro che "il Santuario è dedicato a San Carlo Borromeno, invocato per la protezione della peste. Fu durante la peste del 1576 che il marchese di Sanvito Hermes Visconti, assistette gli appestati facendo costruire un capannone di legno come riparo dalle intemperie. Durante la peste del 1630 venne edificato l'oratorio e un ospedale. L'edificio originariamente ad aula unica, consisteva in una piccola chiesa. Nel 1938 il prevosto mons. Sessa fece realizzare il viale, con quattordici stazioni della Via Crucis affrescate dal Rossetti di Samarate".... poco davvero per una chiesa così bella e con una simile storia...
 

venerdì 13 ottobre 2017

Ma Otello era proprio scemo...

 
Altra abbinata che vede il testo scritto (Einaudi edizione 1956) e l'episodio teatrale, con un grande Anthony Hopkins, a confronto tra loro... Che gran differenza tra l'Amleto (il principe dei rammolliti), il Macbeth (il re dell'azione) e questo episodio che vede l'amore e la gelosia farle da padrone... con un Otello minchione ed uno Iago furbo ma non troppo... La vera protagonista (poveretta) è Desdemona, che paga doppiamente la sua scelta d'amore (e quando non accade).... ripudiata dal genitore per aver sposato Otello il Moro e uccisa dallo stesso per gelosia e senza alcuna reale colpa.
Grande Iago, anche perché il cattivo deve essere intelligente, scaltro, feroce, capace di usare il prossimo per i propri scopi... non c'é niente da fare... il minchione si trova sempre e a pagare è la donna (anche se Otello si uccide e se Emilia, moglie di Iago e servetta di Desdemona, riscatta l'universo femminile, svelando la menzogna)... Che dire? Anche se stemperato, rispetto ai precedenti drammi... Shakespeare ci lascia senza parole, per la profondità degli argomenti, per i testi attuali, per le bellissime e commoventi parole usate... A dimostrazione che i cattivi devono essere doppiamente capaci... mentre i buoni non necessitano di grandi intelligenze... Otello a Cipro viene truffato in ogni modo e la sua fine è giustificata dalla sua condotta...
"Chi è derubato e non si accorge che non ha più quello che li han portato via, non sa; e derubato non é. Di niente".
"il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro: ruba a se stesso chi si spende tutto in rimpianti vani". Mai parole (quelle del Doge) risultano più veritiere e feconde... la storia sta tutta qui... Furto d'amore, furto di fiducia, furto di speranza... immenso Shakespeare....

The Limehouse Golem

Visto in inglese sottotitolato, godendo così della lingua di Shakespeare (pur non capendoci un acca)... Bellissimo film, ambientato in una Londra spettrale, disperata e vogliosa... Teatro (finzione) e realtà (assassino e polizia) si mescolano con una capacità di attrazione morbosa incredibile.
Disperazione, ferocia, follia, ambizioni, redenzione... c'é tutto in questo racconto, che richiama echi lontani (ma neanche poi tanto) de "Lo squartatore" o del parigino Vidoq... un assassino imprendibile, un ispettore di polizia sensibile e osteggiato, una compagnia teatrale che nasconde ogni sorta di sordida follia... insomma non manca nulla per fare di questo film, un grande affresco di una Londra così vicina a noi e così persa nelle sue (oramai disperse) nebbie. Da vedere assolutamente.

giovedì 12 ottobre 2017

Pizzo Topera

Pizzo Topera. Chi era costui? E' con questa domanda, parafrasando Don Abbondio mentre richiama Carneade, che mi accingo a salire, in compagnia di Max, Beppe e Gabri, questa cima ossolana... e dire che io vengo da qui.. che vergogna... vabbè!
Arriviamo con l'auto sino all'ingresso della galleria che porta alla Diga di Agaro... la galleria però resta lì, mentre noi ci giriamo intorno per un aereo tracciato e ci ritroviamo al muraglione... nel frattempo, il sole comincia ad illuminare le montagne circostanti, regalandoci un anticipo di quella che sarà la giornata di oggi...

il Cervandone...
il sentiero percorso all'andata...

... e i panorami che regala ...
sul fondo la piana di Domodossola...
 
il lago di Agaro... si intravede il vallone che andremo a risalire...
siamo ancora in ombra... e lo saremo per un bel pezzo...
Eccola la nostra cima... la al centro... ultima in fondo...
dal fondo del lago...
e le sue rocce affioranti...
l'Alpe omonima... molto ben tenuta.. ma oggi vuota...
salendo il panorama si apre...
L'Alpe Bionca... ci avviciniamo ai 2000 metri...

Appaiono le cime della Valdivedro ... Leone, Terrarossa, Helsenor... e dietro ancora il Vallese con i suoi 4000....

La in cima, ci aspetta il Passo del Muretto... è ancora lunga.. soprattutto se si seguono tracce che, invece di percorrere il facile sentiero, si buttano in mezzo alle pietraie fredde e scivolose... eccheccavolo!
 
eccolo il passo... ci arriviamo scaldandoci le ossa...
ed ancora luci e colori unici...
dall'altra parte del passo, si apre la Val Formazza...
e i pascoli sotto di noi... oramai deserti in attesa dell'inverno...
Ora ci dividiamo, Gabri e Beppe seguiranno il sentiero... ci si rivede al passo di Topera dall'altra parte... io e Max risaliamo la pietraia verso la cresta e la cima...
Corni affascinanti... su uno di questi vediamo arrivare Beppe... che ci saluta da lontano...

si sale... qualche traccia sull'erba tra le pietre...
 

la vista è sempre più aerea... e dal lato est arrivano le nubi a dar fastidio...

Panorama sempre più ampio...
Nubi che coprono la vista... molto rapide nello svanire..
in discesa dal Topera....
ed eccoci al Passo...
la cima salita...
il Passo visto dal sottostante vallone...
si scende... colori eccezionali...
mix tra azzurro, bianco, giallo, verde, marrone...
si scende verso il lago... Alpe Topera...
e rieccoci al lago...
ora illuminato dal sole... con effetti di luce particolari...
ecco infine il fronte delle montagne da noi aggirate... giornata unica da serbare come bellissimo ricordo...

Sirmione

Ed eccoci, con lieve variante sul tema, in quel di Sirmione. Mattina freddissima, eppure la voglia di motocicletta é tale che il tracciato vola via... Questa località non la conoscevo proprio e ne rimango favorevolmente impressionato. Arrivando verso la penisola che caratterizza questo bellissimo borgo, una selva di parcheggi (a pagamento e non) e di bagni a pagamento - 50 centesimi ad ingresso - danno l'idea di cosa deve essere questo luogo in piena stagione turistica.
Dopo aver lasciato la moto e percorso un lungo tratto di marciapiede, affiancato da ogni tipo di negozio e mercanzia (precisando che non c'è in giro un solo mendicate o venditore ambulante), oltre ad una pulizia dei luoghi senza pari... ci troviamo di fronte al trionfale ingresso di Sirmione (la Rocca Scaligera). E dopo aver superato il fossato (niente coccodrilli, solo anatre) eccoci nei budelli che attraversando l'abitato, portano verso la villa romana e la spiaggia in pietra posta al limite della terraferma...
Nel frattempo la temperatura (molto lentamente) comincia ad alzarsi ed un bel sole scalda le ossa... il vento dei giorni precedenti ha reso il panorama verso le montagne circostanti un belvedere...
Non mancano gli episodi religiosi da visitare (meno frequentati delle gelaterie) con esempi di architettura ed arte notevoli.
 

Sant'Anna della Rocca...
Viste del luogo...
Chiesa di Santa Maria della Neve

Vicoli e viste conservano un gusto fiorentino... il clima dolce del lago permette una flora, alberi e fiori, di altri luoghi..





Lo dimostrano queste bellissime fioriture...

Si vende di tutto e l'arte è ovunque...

Sfilata di auto storiche... queste non mancano mai, come il prezzemolo si vedono ovunque a movimentare le giornate dei borghi d'Italia...

Ed ecco il finale della penisola proprio dietro le Grotte di Catullo.... Jamaica Beach (mai nome fu più appropriato, cioè non centra una pippa, ma serve a distrarre il turista dal contesto... troppa arte potrebbe far male)...

Sul retro le rovine romane...

il panorama è notevole...
Termina la gita, ritorniamo sui nostri passi, inforchiamo le moto e via... altre tre ore di freddo percorso autunnale... bellissimo.. che altro aggiungere?

Referendum? no, grazie.